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lunedì 30 settembre 2019

PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI




Sabato 28 settembre, durante la manifestazione Puliamo il Mondo che si è svolta in Macchia Lucchese, Legambiente Versilia ha denunciato con una ironica protesta l' assurda e triste situazione del Centro Visite del Parco MSRM di Villa Borbone, chiuso ormai dall'inizio dell'anno per la non concessione del rinnovo dell'affitto al Parco, da parte del Comune di Viareggio! vicenda da collegarsi con l'intenzione più volte dichiarata dal sindaco Giorgio Del Ghingaro di far uscire il comune di Viareggio dal Parco regionale MSRM.

Ecco l'epitaffio funebre che è stato letto davanti ai volontari all'inizio della manifestazione.
 
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PULIAMO IL MONDO - PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
Questo lo slogan che accompagna quest’anno la campagna di Legambiente per rendere più vivibile e più bello il territorio in cui viviamo, per creare i presupposti per luoghi vissuti e presidiati da “comunità” vere e coese.
SIAMO ANCORA IN TEMPO!: è l’appello che Legambiente Versilia rivolge al Sindaco Del Ghingaro per riaprire il Centro Visite del Parco a Villa Borbone.
Caro Sindaco, il problema non è uscire dal Parco, ma impegnarsi per dare valore alle ricchezze naturalistiche di Viareggio, in primo luogo utilizzando una struttura che al Comune non costava niente ( anzi gli procurava un’entrata attraverso l’affitto) e che dava la possibilità ai cittadini ed ai turisti di godere al meglio di queste bellezze.
Come i musei di Villa Paolina e la GAMC danno lustro agli aspetti storici e culturali della città, il Centro Visite di Villa Borbone rappresenta la carta da giocare per attrarre coloro che, sempre più numerosi, ricercano spazi qualificati di natura.
Facendo morire il Centro Visite, non ha fatto un dispetto al Parco ed al suo Presidente, ma all’intera città di Viareggio, che Lei amministra.
Il Centro Visite aveva un padre ed una madre, il Comune ed il Parco, noi di Legambiente ce ne siamo presi cura come dei genitori adottivi e l’abbiamo tenuto in vita, con le nostre poche forze ed il nostro amore convinto, anche negli anni in cui i finanziamenti per la sua gestione sono venuti a mancare a causa del blocco dei bilanci del Parco, ma niente abbiamo potuto contro la volontà di soppressione dimostrata da patrigno e matrigna che, per disinteresse e incuria e per ripicca uno contro l’altra, hanno di fatto staccato la spina, esautorando chi avrebbe potuto prendersene cura.
E’ sulle sue spoglie di questa struttura che si gioca il braccio di ferro tra Comune e Parco per rivendicare il proprio potere sul territorio, che dovrebbe essere amministrato con una comunità di intenti, che mai come oggi è venuta a mancare.
Specialmente in un momento drammatico come quello attuale, in cui tutto il mondo si mobilita contro i cambiamenti climatici e le comunità locali sono chiamate a difendere le proprie ricchezze naturali, cambiando i modi di produzione e di consumo, facendo tesoro dei propri spazi verdi e della biodiversità in essi presente, unico pozzo a cui potranno attingere in futuro, Viareggio pensa all’asse di penetrazione e ad uscire dal Parco.
I cittadini amano la Lecciona e la Pineta di Levante, i turisti, ignari, avrebbero diritto di conoscere questi luoghi, tanto belli ed unici quanto trascurati da chi, istituzionalmente, dovrebbe prendersene cura.
Oggi cantiamo il de profundis, ma auspichiamo che “chi può” faccia risorgere a nuova vita il Centro Visite del Parco.
Legambiente Versilia
RICORDITI DI ME,
QUANDO VAI VIA
LUNARDI MI FE’,

DISFECEMI DEL GHINGARO
 
 

martedì 21 maggio 2019

SPIAGGE PULITE (…e non solo) 2019



Legambiente Versilia insieme al Parco MSRM sabato 25 maggio organizza  sulla spiaggia della Riserva Naturale della Lecciona un'iniziativa per la tutela di questo stupendo ambiente.
Quest’anno la consueta giornata di volontariato Spiagge Pulite di fine maggio non sarà incentrata sulla pulizia della spiaggia, ma sul miglioramento della sua fruizione come Area Protetta, con l' attenzione rivolta alla tutela dei suoi aspetti naturalistici.

I volontari saranno impegnati nel posizionamento di cartelli esplicativi lungo i camminamenti di attraversamento delle dune e lungo spiaggia.

Lo scopo è quello di sensibilizzare la cittadinanza, e soprattutto i frequentatori della zona, sulla fragilità di questo ambiente e degli organismi che lo abitano: comportamenti scorretti, anche involontari, possono comprometterne la sopravvivenza.
La presenza di cartelli informativi può fare la differenza.

Appuntamento: ore 9,00 alla sbarra in fondo a Viale Europa, lato Viareggio (di fronte al Ristorante Armanda).

Per informazioni e adesioni:
tel 348 9231999, email: legambienteversilia@yahoo.it

giovedì 14 marzo 2019

IL CENTRO VISITE DEL PARCO A VILLA BORBONE OFF LIMITS NEI GIORNI FESTIVI



I litigi (le ripicche) tra Comune ed Ente Parco non fanno bene a Viareggio.


Sono già alcuni mesi che nel Centro Visite del Parco, all’interno di Villa Borbone, praticamente non si entra più, se non quando sono presenti gli impiegati comunali: non possono accedervi liberamente né i volontari di Legambiente, che recentemente ha rinnovato la convenzione col Parco per la gestione del Centro Visite, né tantomeno i visitatori che vorrebbero avere informazioni sul patrimonio naturale di Viareggio o partecipare alle attività che qui si svolgono (o per meglio dire “si svolgerebbero”) soprattutto di sabato e di domenica.
L’Ente Parco, che pure paga un affitto al Comune di Viareggio per l’occupazione di quei locali, non ha più le chiavi del cancello: si è mai visto un proprietario che affitta un immobile, prende i soldi dall’inquilino ma non gli dà le chiavi di casa? Evidentemente il Comune di Viareggio è più furbo di tanti proprietari.
La cosa appare tanto più assurda ed illegittima alla luce di un atto autorizzativo, risalente al 2000, con cui l’Ente Parco rilasciava al Comune Nulla Osta per i lavori di restauro di Villa Borbone, a condizione che un certo numero di locali fosse destinato a Centro del Parco, come previsto dal Piano Territoriale di Coordinamento, che specifica le funzioni da realizzarsi nella Tenuta Borbone al fine di ottimizzare la fruizione del Parco. Quindi il Comune non può sottrarsi a questo vincolo, né può abusare della proprietà della Villa per mettere i bastoni fra le ruote al tanto vituperato Parco.
Il rifiuto di consentire l’accesso ai locali della Villa ed il conseguente impedimento alle attività del Centro Visite arreca un danno all’intera cittadinanza, perché impedisce la promozione degli aspetti naturalistici del territorio viareggino e di fatto inibisce la possibilità di orientare il turismo verso un’offerta di natura che rende unica la nostra realtà.
Siamo convinti che dovrebbe essere il comune stesso a fare ogni sforzo affinché la città sia dotata di un Centro del Parco, che possa valorizzare le proprie risorse ambientali. Senza dimenticare che Villa Borbone ed il suo giardino rappresentano un patrimonio storico e culturale della città, che meriterebbe ben altra considerazione e per il quale sarebbero da salutare con favore tutte quelle occasioni che ne rendono possibile la fruizione da parte del pubblico.
Sembra invece che, per fare un dispetto al Parco, il Sindaco (come il marito che voleva fare u dispetto alla moglie...) abbia deciso di sottrarre i gioielli del suo comune al godimento di tutti quanti, senza fornire alcuna valida alternativa: ma in questo modo, sicuramente, non si fa il bene di Viareggio.



Legambiente Versilia

lunedì 18 febbraio 2019

Giornata Mondiale dell' acqua 2019 - il contratto di lago per il Massaciuccoli

I contributi di Legambiente Versilia



La zona umida di Massaciuccoli si estende per circa 2500 ha nell’area costiera compresa tra la foce del fiume Serchio a sud e quella del Canale Burlamacca a nord (Toscana nord occidentale). Comprende un lago stagno (700 ha) e una vasta area di vegetazione palustre (1350 ha), intersecata da canali e specchi d’acqua le cui acque hanno profondità variabili, da poche decine di cm (nei cosiddetti “chiari”) a oltre 22 m (nelle ex cave di sabbia). Le aree pianeggianti che circondano tale comprensorio si trovano ormai a quote molto al disotto del livello del mare, causa gli effetti della subsidenza dovuta alla bonifica idraulica iniziata circa 90 anni fa.

L’importanza del bacino di Massaciuccoli, zona umida Ramsar dal 2017, è dovuta a una concomitanza di fattori rilevanti sotto il profilo paesaggistico ed ecologico, nonché storico-culturale. Il territorio del bacino ricade nelle province di Lucca (comuni di Massarosa e Viareggio) e Pisa (comune di Vecchiano). Le principali cause degli effetti che nel corso dei decenni hanno modificato l’equilibrio ecologico della zona umida e la qualità delle acque sono da ricercare nei consistenti apporti di sedimenti e nutrienti provenienti dall’agricoltura delle aree soggette a bonifica idraulica, nelle attività di estrazione della sabbia protrattesi fino agli anni ‘90, negli scarichi diffusi di natura urbana e industriale, in un problematico disequilibrio tra ingressione e intrappolamento delle acque salate e apporti di acque dolci.  

A partire dall’autunno 2017, il Circolo versiliese ha partecipato al Percorso attivato dal Comune di Massarosa nell’ambito del progetto RETRalaGs1, per la costruzione di un “Contratto di Lago per il Massaciuccoli”, che ha coinvolto soggetti istituzionali, associazioni, comunità locali, imprese e singoli cittadini. I rappresentanti del Circolo versiliese hanno assiduamente partecipato ai dibattiti e contribuito alla realizzazione dell’Abaco delle azioni con proposte progettuali riguardanti:
  1. Presidio fisso per il controllo dell’ingressione marina: l’incremento dei livelli di salinità dell’intera zona umida è dovuto all’ingressione di acque marine dal canale Burlamacca, unico emissario naturale dell’area, e dal loro intrappolamento sul fondo delle ex cave di sabbia. Per contrastare tale fenomeno furono realizzate in passato barriere costituite da cateratte a bilico (porte vinciane) e recentemente dalla attivazione di una barriera mobile gonfiabile sommersa. La loro gestione è affidata a una cooperativa di servizi, sotto la supervisione della Autorità di Bacino. E’ parere del Circolo che al fine di gestire con la massima efficienza tali barriere occorra ripristinare la casa di guardianaggio per garantire un presidio fisso in grado di fermare i flussi in entrata di acqua marina e regolare quelli in uscita di acqua dolce. L’attività dovrebbe essere svolta sulla base di una procedura gestionale concordata con l’Ente preposto alla gestione delle barriere, prevedere la tenuta di un registro di apertura e chiusura delle barriere e di transito delle imbarcazioni, del rilevamento di eventuali parametri di controllo della salinità, ecc..
  2. Controllo e eradicazione delle specie aliene: ad eccezione del ben noto gambero della Louisiana (Procambarus clarkii), introdotto nell’area nei primi anni ’90, la maggior parte delle altre specie aliene appartengono alla fauna ittica e, paradossalmente, la loro presenza è divenuta in alcuni casi motivo di attrazione per l’attività alieutica, come, ad es., il persico trota (Micropterus salmoides). Le varie specie si sono inserite nella rete trofica della zona umida senza un apparente impatto sul sistema complessivo, come nel recente caso del siluro (Silurus glanis). Nella piena consapevolezza che la lotta alle specie esotiche comporta seri problemi di ordine tecnico, sociale e finanziario, si ritiene indispensabile iniziare dal tentativo di eradicazione delle specie più invasive (es. siluro) e proseguire con un controllo sistematico delle altre specie. Per le azioni principali previste dal progetto è previsto il coinvolgimento della pesca professionale e sportiva, fino a oggi condizionate dalla presenza di tossine algali (micro cistina) che ne impediscono un regolare svolgimento.
  3. Recupero aree soggette a subsidenza/abbattimento nutrienti e trasporto sedimenti: ampie zone della bonifica, per il fenomeno della subsidenza, hanno raggiunto quote anche superiori ai 3 m sotto il livello del mare. Tale inaspettato abbassamento ha raggiunto livelli ormai insostenibili, economicamente e ambientalmente, per l’azione delle idrovore e evidenziando chiaramente la perdita di funzionalità della bonifica. La realizzazione di una vasta zona umida filtro, concepita sulla base di sperimentazioni già effettuate, a copertura delle zone di bonifica che sono ormai al limite di sfruttamento e la riconversione delle pratiche agricole su tipologie che consentano il riallagamento di tali zone, potrebbero contrastare l’ulteriore incremento della subsidenza, dando nel contempo un forte contributo al miglioramento della qualità delle acque del comprensorio lacustre, palustre e anche marino costiero.
  4. Reintroduzione della lontra (Lutra lutra): nel bacino del Massaciuccoli le ultime segnalazioni della specie risalgono alla fine degli anni ’70 (Cenni, 1984). Le cause della sua scomparsa vanno ricercate nella caccia, nella pesca, nelle modificazioni dell’ambiente lacuo-palustre e nell’inquinamento. Sebbene la reintroduzione della lontra non sia considerata un’azione prioritaria per gli aspetti conservativi della specie, la sua presenza consentirebbe una ulteriore valorizzazione della zona umida del Massaciuccoli. Trattandosi di una specie ombrello, la lontra contribuirebbe a ripristinare l’equilibrio delle biocenosi palustri e a mantenere la biodiversità locale, controllando la diffusione delle specie aliene e di quelle in esubero.
  5. Ripristino della funzionalità delle cave residuo dell’attività di escavazione delle sabbie/controllo del fenomeno interrimento lacustre e della salinità diffusa: l’attività di escavazione della sabbia silicea protrattasi per decenni nell’area palustre, ha avuto come principale effetto quello di distruggere ampie superfici di vegetazione palustre, lasciando nelle aree interessate specchi d’acqua a profondità variabili da 10 fino a 25 m. Nella maggior parte di questi invasi sono presenti, sul fondo, acque salate dovute all’ingressione marina. La conseguenza di questo fenomeno, fa sì che le acque negli invasi non circolano secondo modelli tipici dei laghi ma restano confinate sul fondo a causa della maggiore densità. Questo isolamento comporta l’innesco di processi anaerobici, che ostacolano lo sviluppo di forme di vita vegetale e animale. La presenza di acqua salata sul fondo delle cave inoltre ha contribuito nel tempo ad accrescere i livelli di salinità dell’intero comprensorio, per gli scambi ionici che avvengo nell’interfaccia (aloclino) tra lo strato superficiale e quello profondo, e costituisce una minaccia per l’integrità dell’acquifero dolce della duna costiera (Macchia Lucchese). La profondità delle acque, superando valori compatibili con la capacità di immersione dell’avifauna acquatica, non ne favorisce la sosta e il pascolo. In sintesi si rileva una consistente riduzione della funzionalità della zona palustre occupata dalle cave, la cui superficie si aggira complessivamente intorno ai 260 ha. D’altro canto si assiste ormai da anni al fenomeno dell’interrimento dello specchio lacustre incrementato dall’apporto dei sedimenti erosi dalle terre dilavate dalle acque e in esso veicolati per caduta o per sollevamento meccanico, accelerando il lento processo di trasformazione a cui naturalmente andrebbe incontro la zona umida. L’idea progettuale è quella di estrarre una quota di questi sedimenti, per riportare il fondo degli invasi fino a profondità di 2-3 m, congrue per lo sviluppo della vegetazione acquatica, per la fruibilità da parte degli uccelli, per la vita dei pesci e delle altre comunità acquatiche.
Le azioni proposte dal Circolo versiliese sono state integrate con quelle di altri portatori di interessi, tra cui altri circoli locali di associazioni, come Lipu, Amici della Terra, WWF, ecc., che avevano proposte analoghe o affini o comunque non contrastanti, per la realizzazione dell’abaco delle azioni. Sebbene non si possa parlare di vere e proprie vertenze, durante il percorso partecipativo non sempre la posizione del circolo è stata concorde con altre azioni proposte. Una di queste prevedeva di tutelare alcune specie esotiche per fini alieutici. Tale azione sarebbe in stridente contrasto con l’obbiettivo di ripristinare la biodiversità autoctona dell’area e quindi con l’azione proposta dal Circolo, che è mirata al controllo e alla possibile eradicazione di specie aliene.

Una seconda azione prevede di risolvere il problema della siccità che incombe sull’agricoltura e, di conseguenza dell’ecosistema lacustre da cui viene sottratta acqua, attivando una derivazione dal vicino fiume Serchio, il cosiddetto tubo.one.5 che dovrebbe prelevare 1,5 m3/sec, peraltro nel periodo estivo. In questo caso si contravverrebbe al sano principio che impedisce il trasloco di acque da un bacino all’altro, penalizzando quello derivato, che si vedrebbe sottratta acqua senza alcun reintegro, e creando problemi di varia natura al ricevente (es. introduzione di specie aliene, nutrienti, altri inquinanti, ecc.), senza, peraltro. La sicurezza di veri benefici. L’idea nasce da una rivisitazione del progetto “tubone” che fu concepito nel 2004 dall’Autorità di Bacino del Serchio. Dopo oltre dieci anni dalla delibera che adottava tale progetto, ormai in fase esecutiva, il Consiglio regionale toscano approva una mozione (12 aprile 2017, n. 741) con cui solleva perplessità e impegna la Giunta ad effettuare valutazioni “in merito all’attuale valore tecnico-scientifico del progetto a fronte di soluzioni alternative da condividere con tutti i soggetti coinvolti e miranti la salvaguardia del bacino del Lago di Massaciuccoli”. Pur prendendo atto di tale mozione la Giunta, in accordo con Ministero dell’Ambiente e Autorità di Bacino distrettuale, approva un nuovo accordo di programma (del. N. 638 del 11/06/2018) in cui si prevede la realizzazione di una derivazione meno costosa e impattante, ridotta a 1,5 m3/sec. La posizione del circolo è critica anche nei confronti di questa scelta e tende a privilegiare strategie che mirino a risparmio idrico e al recupero, come ad esempio quella di incrementare l’affinamento degli impianti che trattano acque reflue sottratte al bacino del lago per potergliele restituire prive di inquinanti e di nutrienti. Il concetto del “tubone” si basa sul presupposto che in Serchio ci sia sempre acqua disponibile per mitigare gli effetti della siccità che colpissero la zona umida (durante l’inverno il problema è inverso, tanto che sono state realizzate idrovore supplementari per pompare acqua in mare). In uno scenario, non del tutto improbabile, in cui la siccità colpisca alche tale corpo idrico e che nemmeno le riserve rappresentate dalle dighe disseminate sul suo bacino possano provvedere a tale carenza, che ce ne faremo di una infrastruttura costata quasi dieci milioni di euro? Oggi, finalmente, anche la EEA (European Environmental Agency) sta diffondendo istruzioni sulla necessità di riappropriarsi del valore naturale delle pianure (https://www.eea.europa.eu/themes/water/european-waters/why-should-we-care-about-floodplains), basati su concetti di riallagamento anche temporaneo per smorzare gli effetti dei cambiamenti climatici. Tale strategia avrebbe senz’altro un costo minore e più facilmente ammortizzabile rispetto ad un sistema artificiale, rigido e idrodipendente
 
Altro conflitto da evidenziare è quello sorto, unanimemente con il Forum del contratto di lago che si è costituito tra i portatori di interessi alla fine del processo partecipativo, nei confronti della cosiddetta “cabina di regia”, meglio identificabile come Gruppo di Coordinamento del contratto di Lago, rappresentata invece esclusivamente dagli Enti territorialmente competenti (Regione, Comuni, AdB, Consorzio di Bonifica, Università). La strategia adottata da tale Gruppo è stata inizialmente quella di inserire nelle prime azioni prioritarie del Contratto anche progetti che poco hanno a che fare con le finalità del contratto di lago, non presentati nell’ambito del processo partecipativo, abbracciando una visione a breve termine, tutt’altro che strategica. Con un atto elaborato all’interno del Forum, coerente con le procedure del processo partecipativo, sono stati invitati i componenti del Gruppo a cambiare strategia, passando a comportamenti basati su visioni a medio e lungo termine che soprattutto centrassero gli obbiettivi principali scaturiti dal processo partecipativo stesso, tra cui quello di contrastare il fenomeno della subsidenza, che invece non compariva affatto nelle azioni prioritarie. La posizione del Forum, di cui il Circolo fa parte, ha contribuito a far riconsiderare le strategie anche se, almeno allo stato attuale, restano ancora conflitti da superare.
1 Rete TRAnsfrontaliera delle LAGune, dei laghi e degli Stagni, finanziato nell’ambito del P.O. Italia Francia Marittimo 2014-2020.
Per ulteriori informazioni www.retralags.eu

lunedì 4 febbraio 2019

Andar per erbi in Macchia Lucchese

Anche quest'anno Legambiente Versilia, in collaborazione coll'Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, ha programmato una serie di eventi riguardanti i diversi aspetti naturalistici della Tenuta Borbone e Macchia Lucchese.


Il primo evento proposto si svolgerà sabato 9 febbraio dalle ore 9.00 alle ore 13.00: "Andar per erbi in Macchia Lucchese", si tratta di una passeggiata tra i campi, il bosco e le dune della Tenuta Borbone alla scoperta delle piante selvatiche commestibili con l'esperta guida Alberto Bucci che ci farà riscoprire le tradizioni culinarie tradizionali del nostro territorio.

Ritrovo ore 9:00 presso il Centro Visite del Parco MSRM a Villa Borbone - Viareggio. 


Costo: euro 10,00 per gli adulti; euro 8,00 per soci Legambiente e bambini fino a 11 anni; gratuito per bambini sotto i 6 anni

Sarà necessario portare un cestino e un coltello per la raccolta degli erbi.

Per info e prenotazioni: tel.: 389.9231999 email.: centrovisite.villaborbone@gmail.com

venerdì 26 ottobre 2018

CONCORSO FOTOGRAFICO
"PLASTICHE aMARE"






    Anche quest’anno Legambiente Versilia bandisce un concorso fotografico  a tema naturalistico, la cui premiazione avverrà domenica 2 dicembre.
   Il tema proposto dal concorso è l'inquinamento delle plastiche nell’ambiente.
I rifiuti di plastica, che dai fiumi e dai canali  finiscono nel mare e sulle spiagge costituiscono un’emergenza ambientale ormai nota che sta compromettendo l'ambiente marino e la nostra salute.

   Legambiente Versilia ha scelto quest'anno di dedicare una particolare attenzione a questa tematica per stimolare le persone a fare la differenza, promuovendo comportamenti civili e sostenibili.

   Gli scatti che verranno inviati dovranno rappresentare in qualche modo il tema indicato. Consapevoli del fatto che ogni occhio è diverso e che ogni fotografo osserva il mondo con la propria individualità, con il proprio carattere, accetteremo tutte quelle fotografie che riusciranno a dare una visione del problema legato all’inquinamento da plastiche. Ai partecipanti viene lasciata la libertà di quale interpretazione scegliere ed in che modo tradurre questi concetti in immagine.

Qui sotto trovate il regolamento e a seguire la domanda di iscrizione, che potete anche scaricare da qui regolamento e domanda di iscrizione

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REGOLAMENTO CONCORSO FOTOGRAFICO:
2 dicembre 2018 – Pomeriggio del Cigno - Locali del “Tienti bene”
Plastiche aMare”
Scatti di reportage/creativi sull’inquinamento da plastica


Art. 1 - ORGANIZZATORI
Il concorso fotografico è organizzato da Legambiente Versilia all’interno del calendario degli eventi ed escursioni 2018. Il concorso terminerà con la premiazione ed un aperitivo (contributo minimo di 5 euro a persona) che si terranno domenica 2 dicembre 2018 dalle ore 17.00 in poi in occasione del "Pomeriggio del Cigno" (tradizionale festa di fine attività annuale di Legambiente Versilia) presso i locali del "Tientibene", via XX Settembre ang. via S. Andrea, 55049, Viareggio- Una selezione di foto verrà esposta durante la serata (vedi Art. 6).
Il concorso, aperitivo escluso, è completamente gratuito.
Art. 2 – TEMA
Il tema proposto dal concorso è la presenza di rifiuti di plastica abbandonati nell’ambiente. I rifiuti, per la maggior parte plastica, che finiscono nel mare e sulle spiagge costituiscono un’emergenza ambientale ormai nota che sta compromettendo l'ambiente marino e lanostra salute. Se non si interverrà in maniera decisa, secondo le più recenti proiezioni scientifiche, nel 2050 in mare ci saranno più rifiuti di plastica che pesci.
Quest’anno Legambiente Versilia ha quindi scelto di dedicare una particolare attenzione a questa tematica per stimolare le persone a fare la differenza, promuovendo comportamenti civili e sostenibili.
Gli scatti che verranno inviati dovranno rappresentare in qualche modo il tema indicato. Consapevoli del fatto che ogni occhio è diverso e che ogni fotografo osserva il mondo con la propria individualità, con il proprio carattere, accetteremo tutte quelle fotografie che riusciranno a dare una visione del problema legato all’inquinamento da plastiche. Ai partecipanti viene lasciata la libertà di quale interpretazione scegliere ed in che modo tradurre questi concetti in immagine.
Art. 3 - MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
La partecipazione al concorso è gratuita, aperta a fotografi amatoriali e senza limiti d’età. Ogni partecipante potrà inviare un massimo di tre fotografie insieme alla domanda di partecipazione che si trova alla fine di questo documento.
Art. 4 - CARATTERISTICHE TECNICHE DELLE IMMAGINI
Sono ammesse fotografie b/n e a colori, con orientamento verticale o orizzontale.
E’ ammessa la postproduzione ad esclusione di fotomontaggi.
La risoluzione di ciascuna foto deve essere almeno di 250 dpi; è comunque preferibile una risoluzione a 300 dpi.
Il formato delle immagini dovrà essere JPEG (.jpg), e preferibilmente di proporzioni 30x40
Le fotografie dovranno essere nominate nel seguente modo: NOME_COGNOME_TITOLO DELLA FOTO
Le immagini non conformi alle specifiche tecniche non verranno prese in considerazione.
La stampa delle foto sarà curata dal fotografo professionista Paolo Razzoli.

Art. 5 - MODALITÀ E TERMINI DI CONSEGNA DEL MATERIALE
Le foto dovranno essere inviate, con allegata la scheda d’iscrizione entro le ore 23:00 di lunedì 26 NOVEMBRE 2018, con le seguenti modalità:
- online attraverso wetransfer.com (all’indirizzo: centrovisite.villaborbone@gmail.com) (scelta consigliata)
- tramite mail all’indirizzo di posta elettronica: centrovisite.villaborbone@gmail.com
Art. 6 – MODALITÀ DI SELEZIONE, CRITERI E GIURIA
Il concorso si svolgerà in due fasi:
- Prima fase: tra tutte le fotografie pervenute verrà redatta una graduatoria e le prime 15 accederanno alla seconda fase. La giuria sarà composta da membri interni di Legambiente Versilia che valuteranno le opere in base all'originalità, alla forza espressiva del messaggio rappresentato, la coerenza con il tema, l'esecuzione tecnica. Le fotografie selezionate verranno pubblicate sulla pagina fb di Legambiente Versilia e del Centro Visite di Villa Borbone.
- Seconda fase: durante la serata finale le opere verranno esposte e votate sia dalla giuria tecnica che dalla giuria popolare rappresentata dai partecipanti all'evento. Il voto del pubblico varrà 1/3 del voto della giuria tecnica. Se risultassero più foto dello stesso autore tra le prime 3 posizioni ai fini della premiazione verrà mantenuta solo quella che è in posizione più alta.
Durante la serata verrà nominato/a il/la vincitore/rice.
Art. 7 – PREMI
All'autore/autrice dell'opera risultante prima classificata verrà assegnato un premio consistente in una visita guidata in barchino nella Riserva Naturale del Chiarone (Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli) gestita dalla LIPU di Massaciuccoli e una pubblicazione fotografica offerta dal Parco MSRM.
All’autore/autrice della seconda e terza foto classificata andrà in premio una pubblicazione fotografica del Parco MSRM.
L'esito del concorso (le fotografie vincenti) verrà pubblicato sul sito del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, sul blog di Legambiente Versilia http://legambienteversilia.blogspot.com/ e sulla pagina facebook ufficiale di Legambiente Versilia e del Centro Visite di Villa Borbone.
Nel caso in cui il/la vincitore/trice non fosse presente e non fosse rintracciabile entro i successivi 7 giorni, il premio verrà assegnato al/la secondo/a classificato/a.
Art. 8 - PRIVACY, RESPONSABILITÀ DELL’AUTORE E FACOLTÀ DI ESCLUSIONE
Ogni partecipante è responsabile del materiale da lui presentato al concorso. Pertanto, si impegna ad escludere ogni responsabilità degli organizzatori del suddetto nei confronti di terzi, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Ogni partecipante dichiara inoltre di essere unico autore delle immagini inviate e che esse sono originali, che non ledono diritti di terzi e che qualora ritraggano soggetti per i quali è necessario il consenso o l’autorizzazione egli l’abbia ottenuto.
Gli organizzatori si riservano, inoltre, di escludere dal concorso e non pubblicare le foto non conformi al regolamento o ritenute offensive, improprie e lesive dei diritti umani e sociali, secondo regole comuni morali, etiche e di decenza.
Art. 9 - DIRITTI D’AUTORE E UTILIZZO DEL MATERIALE IN CONCORSO
I diritti sulle fotografie rimangono di proprietà esclusiva dell’autore che le ha realizzate.
L’autore ne autorizza la pubblicazione relativa al concorso stesso.
L’autore autorizza inoltre l'associazione alla pubblicazione su internet delle immagini senza finalità
di lucro e con citazione del nome dell'autore e, ove possibile, da eventuali note esplicative indicate dallo stesso.
Si informa che i dati personali forniti dai concorrenti saranno utilizzati per le attività relative alle finalità istituzionali o promozionali della associazione di Legambiente Versilia , secondo quanto previsto dal D.Lg. 30 giugno 2003 n. 196.
Art.10 – INFORMAZIONI
Legambiente Versilia
Tel – 389.9231999
Mail – centrovisite.villaborbone@gmail.com

------------------------------------------ DOMANDA DI ISCRIZIONE -----------------------------------------------

DOMANDA DI PARTECIPAZIONE CONCORSO FOTOGRAFICO “PLASTICHE aMARE


Il/la sottoscritto/a .................................................................................................
Nato/a il...................... ...........
a.............................................................................
Via.................. ......... …………………………………………………………… n° .........
tel...............
e-mail ..........................

CHIEDE Di essere ammesso a partecipare al Contest “PLASTICHE aMARE” ed allo scopo, sotto la propria responsabilità,
DICHIARA
- di aver preso visione, di aver compreso nella sua interezza e di accettare integralmente le clausole espresse
- di impegnarsi ad osservare tutte le condizioni previste dal progetto predetto
- di autorizzare gli organizzatori ad esporre la soluzione proposta e a citare il nome dei concorrenti;
- il partecipante inoltre, esonera espressamente Legambiente Verisilia  da qualsiasi responsabilità in ordine ad ogni evento che possa cagionare un danno alla sua persona od alle sue pertinenze, nell’ambito della manifestazione.
Aderisce con sottoscrizione espressa:

Luogo_____________

Data_______________

FIRMA
____________________________________
 

mercoledì 26 settembre 2018

PULIAMO IL MONDO 2018 A VIAREGGIO

  

PULIAMO IL MONDO DAI PREGIUDIZI


DOMENICA 30 SETTEMBRE ALLE 9,30
VIAREGGIO Pineta di Ponente c/o la Casa delle Donne
via Marco Polo ang. via fratti
 
Puliamo il Mondo dai pregiudizi è il messaggio che Legambiente ha lanciato quest'anno in corrispondenza dell' iniziativa Puliamo il Mondo 2018, che quest'anno si arricchisce anche del significato di abbattere le barriere dei pregiudizi. Tenendo insieme chi vuole salvare l’ambiente, le città e le periferie dai rifiuti e dal degrado e chi cerca di ricostruire ogni giorno relazioni di comunità e dialogo.

A Viareggio il circolo locale Legambiente Versilia organizza per domenica 30 settembre un'iniziativa per ripulire una parte della pineta di Ponente (tra via Marco Polo e via Zara), zona abbastanza sporca e di cui vorremmo valorizzare e far risaltare tra i cittadini le bellezze naturali che se ne stanno nascoste in alcuni "angolini"; nel contempo, aderendo allo slogan partito dalla nostra sede nazionale, abbiamo raccolto adesioni di organizzazioni locali che gestiscono l'accoglienza dei migranti nella nostra città in modo da creare un momento di integrazione e comunicazione tra loro e i nostri cittadini.


La manifestazione inizierà alle 9,30 e andrà avanti fin verso le 12; alla fine della pulizia insieme ad un biologo, con qualche volontario e chiunque voglia andare ad assistere, ci si recherà nella zona umida tra via Zara e via Buonarroti a sistemare cartelli che segnalano le varie essenze arboree e ad illustrare brevemente le particolarità e la biodiversità della zona.

Per chi vuole rimanere verso le 13 ci sarà un "pic-nic multietnico" porta-e-condividi, un momento di convivialità e di integrazione, nel giardino davanti alla Casa delle Donne

sabato 21 luglio 2018

RAVE PARTY IN SPIAGGIA; LA LECCIONA COME IL FAR WEST!



Vogliamo informare i cittadini e le persone che hanno a cuore questo parte di territorio e che vorrebbero che non venisse degradato ancora di più che abbiamo inviato il comunicato che segue al Comune di Viareggio, al Parco MSRM, alla Capitaneria di Porto, per il "rave party" di domenica scorsa alla spiaggia della Lecciona


< Legambiente Versilia informa che nella notte tra il 14 ed il 15 luglio scorso, sulla spiaggia della Lecciona, in piena riserva naturale protetta del parco MSRM, si è svolta una festa (un vero e proprio "rave party"), con musica ad alto volume, vendita di bevande alcooliche ed forse “altro”.

La festa si è protratta fino alle prime ore del mattino; alla fine rifiuti sparsi dappertutto (lattine, bottiglie di plastica e di vetro, ecc.); aggiungiamo che, come avvenuto in altre occasioni, l'alimentazione elettrica era assicurata da un gruppo elettrogeno, che sicuramente non è stato portato lì se non con un mezzo motorizzato!

Una nostra associata si trovava lì la mattina presto a passeggiare, ha scattato varie foto e girato qualche video tra le 6,30 e le 9 del mattino per documentare la cosa; la stessa persona ha fatto varie telefonate per allertare le autorità preposte (polizia municipale, capitaneria di Porto, non il Parco perché non esiste un numero di reperibilità), ma sembra che la cosa non suscitasse grande interesse; riporto le sue parole: "ho chiamato: Guardia Costiera, Polizia Municipale, 113; le risposte sono state : “Tra un po’ mandiamo qualcuno. Non ho capito dov’è. Vuole che andiamo a pulire? Chiedo all’ufficiale, non abbiamo mezzi per raggiungere il posto . Abbia pazienza ma sa abbiamo poche pattuglie tra un’ora mandiamo qualcuno. Grazie per la segnalazione, continui pure..ne può fare una al giorno
Cosa concludere? Che non esistono (o sono molto carenti) controlli su quello che succede nel parco, dove può ormai spadroneggiare chiunque, come nel Far West, ma senza gli sceriffi..., controlli che dovrebbero essere fatti da Comune, Capitaneria, Parco, ognuno per le proprie competenza; questo, associato alla mancanza di qualunque tipo di segnaletica efficace che dica dove siamo (in un parco naturale di particolare pregio e delicatezza) e cosa si può e cosa non si può fare, fa sì che ognuno si senta libero di fare ciò che vuole, visto che si tratta di terra di nessuno!

Chiediamo che ognuno faccia la sua parte, che per esempio il Comune di Viareggio, tenga chiusi gli accessi ai mezzi motorizzati: le sbarre che dovrebbero chiudere le varie stradine che portano nella Macchia Lucchese e che chiudono il "vialone" sono sempre aperte, giorno e notte, basterebbero un po’ di lucchetti; la segnaletica poi è del tutto carente e dove esiste è danneggiata e deve essere ripristinata! il Parco invece deve vigilare e farsi vedere con i suoi guardaparco, almeno in estate dovrebbero essere dislocati qua in maniera fissa soprattutto il fine settimana.

Se il regolamento del Parco, il piano del rumore del comune, le normative nazionali e comunitarie a tutela dell’ambiente hanno ancora un senso, ci aspettiamo che vengano applicate e fatte rispettare dalle istituzioni preposte! Chiediamo che venga ripristinato un servizio di vigilanza sul territorio protetto, come avveniva fino a qualche anno fa: un coordinamento tra i vari enti potrebbe garantire quel minimo di controlli necessari a far sì che questa zona ricevesse la giusta attenzione e non fosse percepita come “terra di nessuno”.

I prossimi fine settimana saranno un banco di prova: vogliamo sperare che i cittadini più attenti non debbano continuare a fare segnalazioni a vuoto, come un disco rotto.>