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lunedì 23 agosto 2010

La Lecciona è parco naturale e tale deve rimanere. Servono altre spiagge libere

Molta gente si lamenta delle pessime condizioni in cui versa la Lecciona. Ma spesso molti tendono a considerare rifiuti anche il materiale naturale spiaggiato (ramaglie e tronchi), che rifiuto non è e svolge un’importante funzione per la conservazione del fragile ecosistema dunale. In estate avanzata purtroppo la quantità di rifiuti abbandonata dai bagnanti sovrasta di gran lunga legni e tronchi, che in gran parte vengono anche utilizzati per creare ripari dal sole cocente.

La diatriba tra Parco e Comune su chi deve provvedere alla pulizia è ormai vecchia di decenni e negli scorsi anni l’amministrazione comunale, sulla quale questo compito ricade, aveva provveduto ad affidare il servizio ad una cooperativa seguendo le direttive del Parco, con risultati tutto sommato buoni anche dal punto di vista ambientale, in quanto la rimozione dei rifiuti veniva fatta in modo manuale.

La presenza di orrendi sacchi neri in corrispondenza dei pali di delimitazione della Riserva Naturale, che l'Ente Parco, cui compete la sorveglianza, non ha fatto rimuovere, lasciano pensare ai più che stiano lì a sostituire dei cestini, che sarebbero più consoni allo scopo, e trasformano le zone attorno ai pali in mini discariche ripugnanti.

Qualcuno dovrebbe forse ricordare che nella Riserva della Lecciona la priorità è quella della conservazione della biodiversità ed è per la rilevanza ambientale di questo luogo che la Comunità Europea ha finanziato interventi a difesa dell’ecosistema dunale e, per non vanificarne gli effetti, ha stabilito linee guida per la pulizia della spiaggia, che ad esempio non consentono di posizionare cestini per la raccolta dei rifiuti ed obbligano ad una pulizia che non si avvalga di mezzi meccanici.

In questo quadro è evidente che la frequentazione della spiaggia per la balneazione deve avvenire secondo modalità ben precise, adottando comportamenti più attenti e consapevoli, proprio perché si tratta di una situazione molto particolare, che va tutelata: molti frequentatori lo sanno ed apprezzano questo luogo proprio per le sue caratteristiche di naturalità e per lo splendido paesaggio che possono godere ormai soltanto qui, essendo stati tutti gli altri arenili della Versilia trasformati in luoghi artificiali, con dune spianate e senza traccia di vita, ad eccezione di quella umana.

Si dovrebbe dunque fare opera di informazione capillare sui bagnanti, che spesso ignorano anche di essere dentro un parco naturale, in modo da renderli consapevoli di essere ammessi a godere di una bellezza che non è per niente scontata e che questo privilegio val bene qualche sacrificio, quale quello di non avere dei cestini a disposizione.

Una delle ragioni di tanta trascuratezza e di comportamenti così dannosi è sicuramente da ascrivere al fatto che molte di quelle persone che vengono alla Lecciona lo fanno esclusivamente perché questo è l’unico tratto di spiaggia in cui non si è costretti a pagare per farsi un bagno e quindi vorrebbero trovare lì tutti quei servizi che si addicono ad una spiaggia libera più adeguata alle loro esigenze: servizi igienici, una doccia, dei cestini, magari qualche baracchino per la rivendita di bibite e panini, la possibilità di affittare un ombrellone ecc.

Riteniamo che questa sia un’aspirazione più che legittima, ma questo non è il luogo adatto, pena la sua completa perdita come bene ambientale.

Il problema è che nel corso degli anni sono via via scomparse le spiagge libere, dove queste varie esigenze potevano venire soddisfatte; anche quei pochi tratti che sopravvivevano tra gli stabilimenti balneari sono state invece date in gestione per farne spiagge attrezzate, ovviamente a pagamento, estromettendo tutti quelli che non avevano abbastanza soldi per pagarsi l’ingresso ed indirizzandoli nelle zone più marginali, peggio raggiungibili e meno appetibili dal punto di vista esclusivamente balneare.

Ci chiediamo: “non è forse un diritto di ogni persona quello di poter fruire di sole e mare senza dover pagare per questo?

Per questo motivo rivolgiamo all’Amministrazione Comunale la richiesta di adoperarsi per ripristinare i tratti di spiaggia libera più vicini al centro abitato a partire dalla prossima stagione balneare, per venire incontro alle esigenze di tutti i cittadini e turisti, indipendentemente dalle loro condizioni economiche.

Letizia Debetto
(Presidente Legambiente Versilia)

2 commenti:

  1. anche io la penso così.... E poi anche le persone, i turisti e i cittadini prima di tutto vanno sensibilizati alla natura e alla salvaguardia dei luoghi naturali!! ....Speriamo che il comune accolga le vostre richieste!!

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  2. ambra sargentini24 agosto 2010 18:16

    La Versilia ha bisogno di altre spiagge libere, che, tra l'altro, sono da tempo richieste anche dai turisti. Molti infatti protestano che da Forte dei Marmi al centro di Viareggio non si trovano spazi liberi e questo è ingiusto per chi non può o per cultura non desidera andare agli stabilimenti balneari. Molte delle spiagge libere che esistevano, Piazza Mazzini le due piazze a Lido, ecc. ecc. sono occupate in gran parte dagli ombrelloni degli stabilimenti balneari. Il Bagno Arizona in darsena ha occupato una bella fetta di spiaggia libera ed ha addirittura costruito un muro!! Ma è legale?? E' necessaria una campagna di sensibilizzazione dei cittadini perchè deve poter esistere l'alternativa al bagno; infatti non tutti si possono permettere le cifre richeste da questi ultimi. Anche in Costa Azzurra che è certamente più nota della Versilia, esistono le file di bagni interrotti da ampie aree di spiagge libere con tanto di bagni e docce!!

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