ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI VIAREGGIO 2026
In prossimità delle elezioni
amministrative comunali Legambiente Circolo della Versilia ha chiesto alle Candidate
e ai Candidati a Sindaco per il Comune di Viareggio di formulare la propria
opinione su una serie di argomenti a carattere ambientale.
Le Candidate e i Candidati hanno
risposto tutti rispettando le scadenze previste dall’invito e dimostrando di
conoscere, con diversi livelli di approfondimento, gli argomenti proposti,
spesso formulando soluzioni ai vari problemi, più o meno condivisibili a
seconda dei punti di vista.
Le riflessioni e le proposte
formulate dalle Candidate e dai Candidati, leggibili integralmente di seguito,
sono precedute da una sintesi delle proposte che Circolo della Versilia formula
in relazione ai vari argomenti. Come prima istanza tuttavia, certo di
interpretare i desiderata delle altre Compagini Associative presenti sul
territorio, ambientaliste e culturali, il Circolo auspica vivamente che la
futura Giunta Comunale della città di Viareggio apra un tavolo permanente per
la partecipazione attiva e consultiva sulle problematiche e sulle iniziative di
governo della nostra città.
Patrimonio Naturale
La
prossima Giunta Comunale della città di Viareggio dovrebbe riprendere e
consolidare i rapporti col Parco MSRM per giungere a una forte intesa volta a garantire
la difesa e la conservazione del capitale naturale che esso rappresenta, a conservarne
il notevole valore, ad assicurarne la fruibilità secondo concreti canoni di
sostenibilità, nel pieno rispetto dei delicati habitat che racchiude (Bosco
litoraneo, dune costiere, padule e lago di Massaciuccoli) e dei cicli vitali delle
comunità vegetali e animali che accoglie.
La
conservazione della biodiversità è un obiettivo fondamentale dei prossimi
decenni per assicurare il futuro stesso dell’uomo. Stiamo vivendo una
opportunità unica con l’emanazione del Regolamento Europeo sul Ripristino della
Natura le cui azioni, non più basate solo sulla salvaguardia e la conservazione
degli habitat, ne consentono il ripristino. Tali azioni devono costituire un
obbiettivo primario per le Pubbliche Amministrazioni a cui è delegato il
governo del territorio.
Alcuni
punti fermi sono:
-
la tutela dagli attacchi speculativi delle aree contigue, l’attuazione di
costanti controlli e l’assidua attività di informazione e formazione volta a
combattere il degrado e a garantire lo sviluppo di un turismo consapevole;
-
la riapertura del Centro Visite del Parco presso Villa Borbone, ostinatamente
chiuso dall’uscente Amministrazione. Previsto nel Piano di gestione del Parco, il
Centro Visite è un fondamentale punto informativo per far conoscere le bellezze
dell'area nord del Parco MSRM, per svolgere attività di educazione ambientale
(Settimane Verdi, campi solari per i ragazzi di Viareggio, da metà giugno fino
a fine luglio!), seminari scientifici e culturali in genere, presidio di tutta
la Tenuta Borbone all'interno del Parco.
-
il divieto assoluto di realizzare opere viarie all'interno e nelle adiacenze
del Parco come l’Asse di penetrazione a sud dello stadio e la Ciclovia
Tirrenica nella riserva Naturale della Lecciona: far passare questa importante
infrastruttura ciclabile da Viareggio è ottima cosa, ma nella giusta sede che
era già stata individuata, quella del viale dei Tigli.
-
il ripristino di una Unità Operativa Forestale dei VVUU, che accolga personale
adeguatamente formato, da impiegarsi in pattugliamenti all'interno delle zone
Parco del comune di Viareggio in sinergia con il Corpo di Vigilanza del Parco.
La
complessità degli aspetti che riguardano il lago di Massaciuccoli e il suo
comprensorio palustre sono stati ampiamente dibattuti durante il Contratto di
Lago, processo partecipativo che ha coinvolto Enti, Associazioni, Aziende e
liberi cittadini in un percorso durato circa due anni (2017-2019) e oggi
ripreso con impegno formale dal Consorzio di Bonifica Toscana Nord. Dal
percorso sono scaturite azioni rivolte al ripristino delle condizioni
ecologiche, al risanamento delle acque, alla lotta alle specie esotiche, alla
realizzazione di iniziative che ne garantiscano una fruizione sostenibile e la
diffusione della cultura naturalistica, artistica e popolare in esso conservate.
Il
Comune di Viareggio, con personale dedicato, dovrebbe consapevolmente
riprendere la partecipazione attiva all’interno degli organi che lo stesso Contratto
ha previsto affinché, attraverso i necessari approfondimenti, l’opportuna
ricerca di finanziamenti e la stretta sinergia con il Comitato Istituzionale si
passi alle azioni che lo stesso contratto ha previsto.
Mobilità e Viabilità
La
posizione del Circolo è orientata verso la progressiva chiusura del centro
storico, l’incentivazione dell’uso di bus elettrici di piccole dimensioni e di
una mobilità dolce, specie verso le aree più congestionate della città,
l’instaurazione del limite di 30 su tutto il territorio.
Occorre
ribaltare il concetto che per facilitare la fluidificazione del traffico
occorrano più strade e ritiene che l’ostinata volontà di dimostrata dalla
uscente Amministrazione di realizzare viabilità all’interno del Parco naturale
o nelle sue adiacenze superi la momentanea esigenza legata al comparto della
nautica e alla viabilità cittadina, mentre sia orientata verso mire speculative
tendenti alla futura urbanizzazione delle aree protette.
Mare e Spiagge
Il
mare antistante la costa versiliese è fonte di reddito ma anche scrigno di
biodiversità. La sua tutela deve garantire la qualità delle acque destinate
alla balneazione ma anche quella che ospita le comunità viventi. Per la prima
sarebbe necessario intervenire sulla gestione degli impianti di depurazione per
individuare le azioni che, durante le piogge consistenti, non consentano più di
deviare l’incremento di portata in arrivo all’impianto direttamente nei fossi e
da lì nel mare, causa primaria della contaminazione delle acque. Lo stesso concetto
vale per gli impianti sollevamento che drenano le acque di pioggia per
indirizzarle immediatamente nei fossi e in mare.
Ciò
sarà possibile solo con un totale cambio di paradigma che consenta una gestione
conservativa delle acque di pioggia attraverso la realizzazione e/o l‘individuazione
di aree volano di ritenzione delle acque. Tali azioni richiedono uno stretto
coordinamento tra Enti, prima tra questi Il Consorzio di Bonifica ed una
costante azione di informazione e comunicazione con l’intera comunità.
La
qualità del nostro mare dipende anche dall’assetto del bacino del
Massaciuccoli, il cui principali emissari sfociano nelle acque antistanti la
costa viareggina. il lago e l’annessa area palustre esercitano sulle acque
provenienti dall’entroterra una importante funzione di filtro che va dunque
potenziata e tenuta sotto controllo, pena il progressivo degrado delle nostre
acque marine costiere.
La
gestione delle nostre spiagge dovrà orientarsi verso obbiettivi che tengano
conto sia delle esigenze di fruibilità diversificata che dei cambiamenti
climatici, che causano il progressivo incremento dei livelli del mare e della
conseguente forza delle mareggiate.
Alcuni
punti fermi:
-
il litorale sabbioso artificialmente modificato in spiagge destinate alla
attività balneare dovrà progressivamente dotarsi di strutture basate sugli
esempio della natura, come la realizzazione di una barriera di dune rinaturalizzate
volte a proteggere le infrastrutture balneari.
-
dovrebbero essere ripristinate le spiagge libere in corrispondenza delle aree
in concessione al demanio comunale (piazze, triangolino, ecc.), in modo da
aggiungere una offerta turistica per i meno abbienti e per il turismo di
provenienza estera.
-
dovrà essere regolamentata e, se necessario, diminuita la pressione antropica sulla
spiaggia della Lecciona, che non ha la funzione di una spiaggia libera, essendo
zona di riserva naturale.
Tutela della risorsa
Idrica
Riteniamo
che per affrontare questo argomento si debba completamente ribaltare l’approccio
adottato fino ad oggi nei confronti dei flussi idrici, con un cambio di
paradigma che preveda la costante e progressiva riduzione delle aree
impermeabilizzate, la realizzazione di aree in grado di trattenere e assorbire
le acque di pioggia evitando così di farle defluire direttamente al mare, per mitigare
il rischio idraulico, per garantire la ricarica delle falde sotterranee, che
rappresentano i serbatoi di riserva idrica più capienti di cui possiamo
disporre, per impedire la contaminazione della falda dolce da parte di acqua di
mare, per impedire la contaminazione microbiologica delle acque marine durante
i periodi di pioggia estiva (concetto che si lega a quanto già espresso per la
tutela del mare). Viareggio, come l’intera Versilia litoranea, si adagia su un
enorme duna sabbiosa in grado di assorbire ingenti quantità di acqua.
Ciononostante si assiste periodicamente a fenomeni di allagamento.
Alcuni
punti fermi:
-
trattenere le acque di pioggia, anche con la realizzazione di infrastrutture
verdi che aumentino la capacità di ritenzione idrica del tessuto urbano, ad
esempio depavimentando le piazze per aumentarne la permeabilità, abbassando le
aiuole stradali e quelle della passeggiata al di sotto del livello del piano rotabile
o di calpestio, in modo da trasformarle in aree di ritenzione idrica;
-
sfruttare le naturali depressioni presenti nei parchi urbani per ricevere e trattenere
le acque nei periodi piovosi, favorendo lo sviluppo di idonea vegetazione
arborea e mitigando al contempo le temperature elevate nel periodo estivo;
-
veicolare il flusso delle acque delle superfici inevitabilmente impermeabili in
aree o pozzi di assorbimento idrico evitando la dispersione in fognatura;
-
vietare l’impermeabilizzazione dei giardini privati e incentivarne la
depavimentazione qualora presente.
Infrastrutture Verdi
Il comune di Viareggio si avvale
della presenza di una selva costiera a sud, identificabile con la Macchia
Lucchese e di un bosco urbano a nord, identificabile con la cosiddetta Pineta
di Ponente.
Quest’ultima è composta da due
grandi aree boscate che ci piace classificare come Parco dei divertimenti la
parte di essa compresa tra via Vespucci e via M. Polo, tradizionalmente dotata
di servizi, aree di svago, giochi, ecc. e Parco del rilassamento la parte compresa
tra via M. Polo e Viale Einaudi, che è invece un biotopo di notevole interesse
naturalistico dove la fruizione offre tranquillità, contemplazione e contatto
con la natura. Riteniamo che quest’ultimo dovrebbe essere dotato di un livello
di protezione maggiore rispetto al primo, come richiesto con una nostra specifica
osservazione al piano strutturale.
Le infrastrutture verdi
garantiscono se bene gestite la mitigazione de clima locale e possono svolgere
importanti funzioni (servizi ecosistemici) non solo per lo svago e il tempo
libero dell’uomo ma anche per il collegamento funzionale ecologico con altre
aree del territorioe, come già accennato, importante ruolo nella gestione delle
acque.
- La Giunta amministrativa della
città di Viareggio dovrebbe farsi promotrice della rete
di collegamento ecologico funzionale, costituita dalle aree naturali,
seminaturali o comunque ancora libere da insediamenti urbani, presenti sulla
pianura versiliese. Sarebbe una opportunità per incrementare la dotazione
complessiva di corridoi verdi di connessione ecologica, come raccomandato dal
Piano di Indirizzo Territoriale (Piano paesaggistico), dalla Legge Regionale
sul governo del territorio (65/2014, art. 62, comma 7) e dall’Agenda 2030 della
Commissione Europea.
- La gestione
delle aree verdi non dovrebbe seguire ostinatamente la chimera delle pinete,
oggi non più attuali dato l’evidente cambiamento del clima, ma assecondare le
esigenze della natura, come del resto consigliano normative in materia da poco
emanate, come il Regolamento sul Ripristino
della Natura.
Qui di seguito sono riportate integralmente le risposte dei sei candidati sindaco alle domande formulate dal circolo di Legambiente Versilia, raggruppate sotto i principali temi che stanno a cuore all'associazione.
Patrimonio Naturale
Una parte significativa del nostro
territorio è custodita dal Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli
(MSRM), che include eccellenze come la Macchia Lucchese, la Lecciona e il Lago
di Massaciuccoli.
In merito alla gestione
di questo patrimonio, Le chiediamo:
1. Sviluppo e
Conservazione
Qual è la sua visione
politica per coniugare la tutela ambientale con la valorizzazione del
territorio? Quali strategie intende adottare per garantire che queste aree
siano una risorsa per la città senza comprometterne l'integrità?
ANNALE
Per dare valore all’ambiente non si
può prescindere da un processo di sensibilizzazione che faccia comprendere
quale sia il suo valore e il suo peso, in modo tale che la sua tutela sia vista
come reale elemento di valorizzazione e non come freno per lo sviluppo
economico del territorio. A questo riguardo penso ad un turismo che sappia
comprendere questi valori e possa accogliere con favore anche alcune
limitazioni che il rispetto e la tutela ambientale impongono, predisponendo
campagne pubblicitarie ad hoc. Strada indubbiamente in salita.
CONSORTI
Lo sviluppo del Parco deve fondarsi su
un equilibrio tra conservazione degli ecosistemi costieri, valorizzazione delle
economie locali e gestione sostenibile dei flussi turistici. La tutela del
capitale naturale non deve rappresentare un vincolo allo sviluppo, ma anzi è la
principale infrastruttura territoriale su cui costruire attrattività,
interesse, resilienza e futuro.
GRILLI
Il patrimonio naturale di Viareggio
rappresenta una delle nostre più grandi ricchezze e deve essere considerato non
come un limite allo sviluppo, ma come una straordinaria opportunità. Penso al
Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, alla Lecciona, alla Macchia
Lucchese, al Lago di Massaciuccoli: luoghi identitari che rendono unica la
nostra città e che dobbiamo proteggere con serietà. La tutela ambientale e la
valorizzazione del territorio possono e devono camminare insieme. Questo
significa puntare su un turismo sostenibile, sulla fruizione consapevole delle
aree naturali, sui percorsi ambientali, sullo sport all’aria aperta e sulla
cultura del paesaggio. Il nostro programma in questo è molto chiaro.
MAINERI
Il Parco Regionale Migliarino San
Rossore Massaciuccoli rappresenta un valore: in sé, per l’ambiente unico e
straordinario che siamo chiamati a tutelare; come elemento essenziale della qualità
della vita di chi vive a Viareggio e in Versilia; per la capacità attrattiva
che può avere verso turisti che, in modo non invasivo e nel rispetto dei
luoghi, sono alla ricerca di un rapporto speciale con il tempo e con
l’ambiente. Non comprometterne l’integrità significa, anzitutto, difendere l’istituzione
Parco in quanto tale e lavorare affinché aumentino le risorse che la Regione
Toscana mette a disposizione dell’ente.
C. MARCUCCI
Conservazione attiva degli ecosistemi
come il ripristino delle zone umide (pulizia canali) acque libere più
vegetazione; Educazione ambientale, coinvolgimento scuole, università e
visitatori i attività didattica, perché solo la conoscenza può aumentare il
rispetto;La gestione condivisa tra enti pubblici, cittadini, agricoltori, operatori
turistici è fondamentale. Le decisioni partecipate creano equilibrio tra conservazione
e sviluppo. La valorizzazione funziona solo se resta subordinata alla tutela; Recupero
di strutture esistenti evitando nuovo consumo di suolo, rigenerazione di spazi
degradati creare valore economico senza intaccare gli equilibri naturali; La
valorizzazione può svilupparsi attraverso un turismo lento e sostenibile; Attività
come birdwatching, percorsi ciclopedalabili e la navigazione a basso impatto
permettono di attrarre visitatori senza danneggiare l’ambiente.
M. MARCUCCI
Il Parco Regionale Migliarino San
Rossore Massaciuccoli (MSRM), unitamente anche al Parco Regionale delle Alpi
Apuane, rappresentano una fondamentale risorsa per il territorio del nostro
comprensorio e complessivamente dell’area Apuano Versiliese e Pisana.
L’istituzione del Parco Regionale nel
1979 ha impedito la totale lottizzazione e quindi la distruzione di queste aree
naturali ed ha permesso a tutti noi, oggi, di poter conoscere, vivere, visitare
questi ambienti di raro valore come i boschi litoranei, le zone umide costiere,
le eccezionalità del lago di Massaciuccoli.
La strategia per coniugare tutela
ambientale e valorizzazione del territorio, è quella definita di “TUTELA
ATTIVA”, come già promossa dallo stesso Parco MSRM.
La “Tutela Attiva” rappresenta il
modello di sviluppo fisico di un territorio a pieno godimento pubblico e
responsabile, non privatizzato, che abbia al centro la qualità ambientale e
paesaggistica, contribuendo a tutelare gli alti valori della vegetazione
naturale e della vita animale, individuando le attività economiche di fruizione
e di coltivazione non solo compatibili, ma che favoriscano la stessa
conservazione degli ambienti naturali.
2. Biodiversità e Tutela
Ambientale
Quali misure concrete e immediate propone per
proteggere la biodiversità e gli habitat naturali unici presenti all'interno
dei confini del Parco?
ANNALE
Innanzitutto, impegnandomi per il
mantenimento degli attuali confini del Parco e impedendo che logiche d’altro
tipo abbiano la meglio, così come contrastando processi che ne militarizzino
alcune porzioni. Come per il punto precedente anche in questo caso non si può
che passare attraverso la cultura. Predisporrei una concreta campagna di
formazione e di informazione rivolta a coloro che nel territorio del Parco
esercitano le proprie attività economiche, quali i gestori dei campeggi e degli
stabilimenti balneari, che a caduta possano sensibilizzare la loro clientela.
La predisposizione di apposita cartellonistica e la distribuzione di materiale
informativo devono completare il lavoro.
CONSORTI
Tutela e manutenzione degli habitat
con creazione di corridoi ecologici, protezione delle specie autoctone,
gestione sostenibile del turismo, riduzione dell’inquinamento ambientale
(acustico, luminoso), gestione del reticolo delle acque, attività di educazione
ambientale, pianificazione e ricerca anche con università, incremento del
personale addetto
GRILLI
La biodiversità va difesa con azioni
concrete e non con dichiarazioni di principio. Serve una manutenzione costante
delle pinete e delle aree boschive, il contrasto alle specie invasive, il
monitoraggio ambientale continuo e una collaborazione stabile con il Parco, le
associazioni e il mondo scientifico. La tutela dell’ambiente deve diventare una
politica strutturale e permanente, non un tema da affrontare soltanto nelle
emergenze. Né soprattutto una bandiera da agitare politicamente: l’ambiente è
di tutti e tutti insieme dobbiamo tutelarlo.
MAINERI
Ritengo che a partire da una quadro
conoscitivo chiaro dei valori ambientali e dei fattori di rischio si debba
elaborare progetti specifici di protezione e tutela.
C. MARCUCCI
il monitoraggio della qualità delle
acque è un’attività indispensabile poiché il lago è un ecosistema molto
delicato perché ospita numerose specie animali e vegetali e svolge funzioni
importanti ecologiche. Il controllo delle acque serve per affrontare criticità
come l’inquinamento, l’eutrofizzazione e la presenza di specie invasive.
L’ecosistema viene compromesso se non si tiene monitorata l’eutrofizzazione che
porta ad una diminuzione dell’ossigeno nell’acqua e mette a rischio la vita
degli organismi acquatici. L’Art. 9 della Costituzione recita “tutela il
paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Tra gli accorgimenti necessari: blocco
o forte diminuzione dell’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi nelle aree
agricole vicino al lago, creazione di fasce tamponi vegetali lungo i canali per
filtraggio inquinanti (falaschi), controlli più frequenti degli scarichi, piano
di contenimento per specie animali autoctone (!), delimitazioni fisiche delle
zone più fragili (canneti, aree di nidificazione). Intensificare il controllo
con uso di droni o tecnologie per monitoraggio rapido, ausilio di Associazioni
ambientaliste, stop a motori inquinanti (solo barche elettriche o a remi), piccoli
interventi idraulici per migliorare la circolazione dell’acqua, bacini di
laminazione per raccolta acqua in eccesso durante forti piogge o piene dei
fiumi per rilasciarla lentamente.
M. MARCUCCI
e azioni e le misure concrete ed
immediate sono già nel dettaglio previste prima dal Piano del Parco e
successivamente, con maggior dettaglio e precisione, nei piani di Gestione del
Parco (Viareggio è interessato a ben due di questi sette piani). Il problema è
che queste azioni, definite da oltre 25 anni sono state disattese, in alcuni
ambiti dai soggetti attuatori (proprietari, gestori di aree, Enti pubblici, …),
tra cui anche il Comune di Viareggio, che, è sempre bene ricordare, è il
legittimo proprietario del territorio della Macchia lucchese, e per questo
attuatore degli interventi per quell’’ambiente.
I piani di gestione sono stati
elaborati tenendo bene presenti le linee europee di gestione della Rete Natura
2000, che nelle nostre aree ha ben 5 siti di interesse europeo (SIC, ZPS, ZSC)
• Macchia lucchese - Dune litoranee di
Torre del Lago - Lago e Padule di Massaciuccoli – Santuario dei Cetacei,
Pelagos - Selva Pisana
Inoltre, per lo specifico della
Macchia Lucchese esiste ed è vigente un piano forestale (approvato nel 2008),
in cui sono individuati gli interventi necessari per il mantenimento e la
conservazione dell’area boscata (non solo della macchia Lucchese, ma anche
della pineta di Ponente). Quel piano deve essere attuato, anche se in questi
anni non ha avuto una grande attenzione
3. Il Sistema del Lago
di Massaciuccoli
Il Lago è una zona umida
di importanza internazionale (Area Ramsar). Recentemente è stato riattivato il Contratto di Lago, coordinato dal
Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord.
· Quali strategie ritiene
prioritarie per affrontare in modo sistemico le criticità (idriche, ecologiche
e gestionali) di questa delicata area?
ANNALE
Da molti anni ci si interroga sui
rimedi possibili; la materia è complessa. È certamente importante che sia stato
attivato nuovamente il Contratto di Lago, dove una rete di varie figure,
istituzionali e no, hanno posto come obiettivo prioritario il suo recupero e la
sua tutela. Affinché questo abbia luogo è necessaria la volontà politica. A
cominciare dalle strategie per ripensare ad un diverso uso del territorio e
delle pratiche agricole, che possano ridurre l’impiego di prodotti responsabili
dei processi di eutrofizzazione delle acque, processo che si lega, in un
rapporto a doppio filo, con la questione della subsidenza.
CONSORTI
Le possibili strategie devono
comprendere la protezione della biodiversità e gli ecosistemi del lago; il
monitoraggio e gli interventi per il miglioramento della qualità delle acque e
la riduzione del rischio idraulico. Accessi solo a flussi turistici sostenibili.
Regolamentazione delle attività di pesca e norme precise per le attività
agricole. Tutti gli interventi devono poi essere coordinati in modo
comprensoriale
GRILLI
Il Lago di Massaciuccoli è un
ecosistema unico e delicatissimo, riconosciuto come area Ramsar di importanza
internazionale e va affrontato con una visione integrata e non frammentata. La
riattivazione del Contratto di Lago rappresenta un’opportunità importante, ma
serve un ruolo attivo e concreto da parte dei Comuni e di tutti gli enti
coinvolti.
Le priorità devono essere chiare:
miglioramento della qualità delle acque, manutenzione costante dei canali,
contrasto all’interrimento e tutela dell’equilibrio ecologico del lago. È
fondamentale rafforzare la collaborazione tra i tre Comuni rivieraschi, il
Consorzio di Bonifica, l’Ente Parco, la Regione e gli enti scientifici,
costruendo una governance stabile e coordinata.
Dal punto di vista ambientale sarà
necessario intensificare il monitoraggio e il censimento di eventuali fonti
inquinanti, con particolare attenzione ai rischi legati alle attività agricole,
florovivaistiche e industriali. Allo stesso tempo dovremo valorizzare la
collaborazione già avviata con l’Università di Pisa, che attraverso il
laboratorio stabile sul lago rappresenta un presidio scientifico strategico per
studiare l’ecosistema e supportare le decisioni pubbliche.
Ma il Lago di Massaciuccoli non è soltanto ambiente: è anche
cultura, identità e memoria. Giacomo Puccini lo amava profondamente, qui
scelse di vivere e qui riposa. Per questo la tutela del lago significa anche
proteggere un paesaggio culturale unico al mondo, che unisce natura, storia e
tradizione.
Credo inoltre che tutela e
valorizzazione debbano andare insieme: percorsi ciclo-pedonali, mobilità dolce sull’acqua e
recupero delle bilance storiche possono contribuire a rendere il lago sempre più
un grande parco naturale e culturale, vissuto in modo sostenibile e rispettoso
dell’ambiente, anche in collegamento con il Gran Teatro Puccini e il
Belvedere di Torre del Lago.
MAINERI
Il livello degli investimenti
richiesti per affrontare i fenomeni di inquinamento e le criticità ambientali
dal Lago è molto alto. La riattivazione del contratto di Lago va accompagnata
con un lavoro costante di progettazione degli interventi e di collaborazione
tra gli enti coinvolti, per cercare di intercettare le risorse che l’Unione
Europea mette e metterà a disposizione a tutela delle acque superficiali.
C. MARCUCCI
Il contratto di Lago unisce comuni,
enti, associazioni, cittadini, definisce un programma di azioni. Ad oggi il
Consorzio di Bonifica ha un ruolo importante in quanto gestisce opere
idrauliche e bonifica del territorio, organizza gli incontri tra soggetti
coinvolti, aiuta a trasformare le idee in interventi concreti. Ma questo non è sufficiente,
serve una gestione integrata del lago perché i problemi come inquinamento,
specie invasive, turismo, agricoltura, sono troppo complessi per essere risolti
da un solo Ente. Dovrebbero essere studiate strategie per le criticità idriche
come: ridurre i nutrienti (azoto e fosforo) limitando fertilizzanti e scarichi.
Creare zone filtro naturali (fasce vegetali), tutela della aree di
nidificazione, controllo delle specie invasive, monitoraggio continuo della
biodiversità, riutilizzo delle acque depurate da impiegare nell’agricoltura.
Necessitano maggior collaborazioni con associazioni ambientaliste che
provvedano alla pulizia e controllo dei canali a monte del lago (sulle colline
di Massarosa). Eliminare i detriti prima che sfocino nel lago è già un
vantaggio a favore della tutela della biodiversità, oltre ad evitare a ridurre
il rischio di esondazioni.
M. MARCUCCI
Il Comune di Viareggio dovrà fin dai
prossimi mesi essere da stimolo per l’attuazione di quel complesso progetto che
si chiama “risanamento del Lago e bacino del Massaciuccoli” , anche secondo le
previsioni del “Contratto di Lago”, un progetto fatto di tante azioni che
mirano a restituire la bellezza e la salubrità ad un ambiente straordinario,
unico ed irripetibile, la cui cattiva condizione delle acque incide
negativamente anche sulla qualità delle acque marine della balneazione nella
spiaggia di ponente di Viareggio.
I progetti del contratto di Lago sono
tutti positivi, cercando di riunire i 12 Enti che hanno competenze sul bacino,
anche se ci vuole una maggiore attenzione (non prevista nel contratto!) alle
immissioni di Fosforo e Azoto nelle Acque!)
L’iniziativa più importante per il
risanamento del Lago è proprio all’interno del sistema istituzionale: è
necessaria l’attuazione del D. Lgs. n 112 del 1998 che all'articolo 74
definisce la disciplina delle "aree ad elevato rischio di crisi ambientale";
questa individuazione, da parte della Regione impone alla Regione stessa la
definizione delle modalità di attuazione di un “Piano di Risanamento” con
risorse proprie o esterne, nominando un proprio dirigente responsabile di
questa funzione, una specie di AUTHORITY PER IL LAGO.
4. Servizi e Cultura:
Villa Borbone
Il Centro Visite del
Parco presso Villa Borbone, fondamentale punto informativo e "porta"
d'accesso all'area protetta, è chiuso dal 2019.
· Qual è la sua posizione
in merito al ripristino di questa struttura?
ANNALE
Naturalmente favorevole.
CONSORTI
Ripristino, riqualificazione e
valorizzazione urgente della struttura con investimenti ad hoc
GRILLI
Il futuro di Villa Borbone deve essere
affrontato all’interno di una visione complessiva e strutturata, non attraverso
interventi isolati. Oggi esiste un progetto importante di valorizzazione che
considera la Villa un bene strategico per l’identità culturale, ambientale e
paesaggistica della città, e sarà proprio dentro quel percorso che dovranno
inserirsi tutte le scelte future. L’obiettivo è trasformare Villa Borbone in un
grande sistema integrato, capace di mettere insieme patrimonio storico, paesaggio
naturale, cultura, formazione, turismo sostenibile e servizi per la comunità.
Non parliamo quindi solo del recupero di un immobile, ma della costruzione di
un vero ecosistema culturale e ambientale che coinvolga l’intera area della
pineta e del parco. Le linee di indirizzo già approvate immaginano la Villa
come un nodo centrale della Viareggio del futuro: uno spazio vivo, aperto, con
funzioni culturali, educative e sociali, collegato ai percorsi naturalistici e
alla valorizzazione del territorio. Per questo ogni decisione dovrà essere
coerente con quella visione complessiva, evitando soluzioni frammentarie e
puntando invece su una progettazione condivisa, sostenibile e stabile nel
tempo. L’amministrazione dovrà quindi lavorare per consolidare questo percorso,
costruendo una governane capace di coinvolgere enti, associazioni, realtà
culturali e ambientali, affinché Villa Borbone torni davvero ad essere uno dei
simboli più importanti e riconoscibili della nostra città.
MAINERI
Villa Borbone deve diventare la porta
di accesso al Parco dal Nord della Toscana, con un punto di informazione, spazi
che raccontino i valori del Parco e dove si promuova, attraverso mostre e
iniziative, la cultura del rispetto dell’ambiente.
C. MARCUCCI
Villa Borbone rappresentala porta la
d’ingresso del parco regionale San Rossore Massaciuccoli non deve essere solo
un semplice restauro ma un progetto integrato con comprenda la tutela storica -
architettonica, sostenibilità ambientale e funzione pubblica. Pertanto servono
interventi rispettosi dei vincoli storici- artistici, uso di materiali
compatibili e tecniche tradizionali, recupero delle facciate, interni, decorazioni
originali. Impianti a basso impatto (pompe di calore, fotovoltaico integrato
non visibile). Riduzione consumi idrici (sfruttamento acque piovane). Previsione
di manutenzione programmata nel tempo. Villa Borbone deve diventare un punto di
riferimento per la valorizzazione del territorio e della pineta di Levante senza
comprometterne l’equilibrio.
M. MARCUCCI
La Villa Borbone, di proprietà del
Comune di Viareggio deve essere rapidamente ripristinata, secondo le
indicazioni del Piano del Parco e del relativo Piano di Gestione della Macchia
Lucchese, come “Porta del Parco”, nella parte settentrionale del proprio
territorio e come già altre strutture presenti nel territorio del Parco come
Coltano a Pisa, La Brilla a Massarosa, la Sterpaia a San Rossore.
La destinazione naturale, anche per la
storia di questo territorio, è quello di Centro Visite del Parco, in cui
svolgere attività didattica rivolta alle scuole di Viareggio e non solo,
organizzare una piccola mostra naturalistica delle eccezionalità naturalistiche
di questi luoghi, oltre che momento di partenza delle visite guidate al Bosco
ed alle dune costiere.
Questa riattivazione deve far parte di
una iniziativa concertata tra Comune, Parco ed Associazioni
Ambientaliste, con la collaborazione
dele Provincia di Lucca e della Regione Toscana, con il ruolo di
protagonista da parte del Comune di
Viareggio, proprietario, non solo della Villa Borbone, ma anche della Macchia
Lucchese
· In che modo
l'amministrazione dovrebbe intervenire per renderlo nuovamente operativo?
ANNALE
Innanzitutto, avviando nuovamente
utili e necessari rapporti con l’Ente Parco e con le Associazioni
ambientaliste. Valorizzando la cultura ambientale con mostre e iniziative di
carattere divulgativo; restituendo spazi per organizzare l’accoglienza, valutando
la possibilità di realizzare una foresteria. Villa Borbone deve tornare ad
essere, nello spirito del lascito Barsanti, luogo di cultura e come tale
utilizzabile tutto l’anno e agevolmente fruibile.
CONSORTI
Dismettere le attuali attività
didattiche, intervenendo con la riqualificazione degli ambienti, degli impianti
e del parco/giardino. Incremento dell’organico con operatori opportunamente
formati.
GRILLI (vedi risposta della Grilli sopra)
MAINERI
Attraverso un partenariato pubblico
tra Comune e Parco, nell’ambito di un progetto condiviso, ove ciascun ente
metta a disposizione risorse, che sia capace anche di attrarre finanziamenti
esterni.
C. MARCUCCI
Prima di tutto la messa in sicurezza
del edificio e degli impianti, adeguamento all’accessibilità con l’eliminazione
di barriere architettoniche, miglioramento dell’efficienza energetica (sistemi
a basso consumo, illuminazione a Led). La tenuta Borbone comprende anche una
struttura esterna denominata “limonaia” che dopo il suo restauro, seguendo le
indicazioni di cui sopra, ha molteplici potenzialità da condividere con la
Villa, tra cui ospitare nei periodi di scarso afflusso turistico:
● eventi enogastronomici coinvolgendo
associazioni come “la condotta Versilia” della catena Slow Food, facendo rete
anche con i territori circostanti;
● Laboratori di cucina per grandi e
piccini per rendere consapevoli gli utenti della cucina al mangiare sano come
prevenzione di malattie;
● Food Expo per promuovere anche i
prodotti del comprensorio del Parco;
● Show cooking e degustazioni,
merende a tema per grandi e piccini;
● Mostre pittoriche e di fotografie
(all’interno della Villa)
● Installazioni multimediali e
interattive (all’interno della Villa)
● Programmi di educazione ambientale
per scuole di tutti i livelli, in modo continuativo
● Percorsi educativi sulla
biodiversità e sul lago di Massaciuccoli;
● Sezioni dedicate a flora, fauna e
aree protette;
● Utilizzo di tecnologie digitali (
App, Qr code …)
● Visite guidate nel Parco con guide
specializzate;
Il tutto seguito da personale formato
e qualificato, orari regolari e continuativi, pianificazione economica
sostenibile ( biglietti, fondi pubblici, contributi). Collaborazione con
operatori turistici per organizzare la distribuzione dei flussi turistici, necessaria
la comunicazione attraverso sito Web sempre aggiornato e strumenti digitali,
collaborazione con scuole e media locali, campagne informative sul valore del
Parco. Per tutto quanto sopra è prevedibile un aumento consistente delle
assunzioni di personale per ricoprire le figure necessarie al progetto, creando
un aumento del reddito e conseguente rafforzamento del tessuto economico
locale.
M. MARCUCCI (vedi risposta data sopra)
Mobilità e Viabilità
1. L’Asse di
Penetrazione (Via del Mare)
Il dibattito sull’Asse
di Penetrazione va avanti da anni. Data l'importanza strategica dell'opera per
il comparto nautico e la viabilità cittadina, le chiediamo:
· Necessità dell’opera: La considera un intervento indispensabile per lo sviluppo di
Viareggio o ritiene che esistano alternative valide e meno impattanti?
ANNALE
Il Quartiere Darsena soffre per scelte
di sviluppo urbanistico e industriale che hanno fatto accumulare nel tempo
errori di cui oggi si pagano le conseguenze, soprattutto in termini di traffico
veicolare. Le scelte che hanno disegnato e voluto l’attraversamento della linea
ferroviaria e il recente avvio dei lavori del lotto relativo all’area ex Fervet
credo impongano il completamento della Via del mare.
CONSORTI
la ritengo indispensabile ma, per
adesso, eseguita a nord dello stadio.
GRILLI
Ritengo che la Via del Mare sia
un’infrastruttura imprescindibile per il futuro della mobilità cittadina e per
l’equilibrio complessivo del territorio. Viareggio ha bisogno di scelte
moderne, sostenibili e capaci di rispondere concretamente alle criticità che da
anni interessano il quartiere Darsena e tutto il comparto produttivo legato
alla nautica. Il settore nautico rappresenta infatti una risorsa strategica per
l’economia della città e necessita di collegamenti adeguati, così come la
Darsena non può continuare a sopportare un traffico ormai insostenibile,
soprattutto nelle fasce orarie di punta, con ripercussioni sulla qualità della
vita dei residenti, sulla sicurezza e sulla vivibilità dell’intero quartiere.
Allo stesso tempo, però, ogni intervento infrastrutturale deve essere
progettato nel pieno rispetto dell’equilibrio ambientale del territorio. Per
questo negli anni sono stati realizzati studi approfonditi e si è lavorato in stretta
collaborazione con l’Ente Parco, proprio per individuare le soluzioni più
compatibili e sostenibili.
MAINERI
Quel che è certo è che l’asse di
penetrazione non rappresenta una risposta immediata ai problemi di traffico
della Darsena. Per affrontare il problema, che ha una valenza ambientale posto
che esiste un problema di inquinamento atmosferico ed acustico legato ai fenomeni
di congestionamento delle strade del quartiere, servono trasporto pubblico,
piste ciclabili, parcheggi scambiatori, marciapiedi sicuri.
C. MARCUCCI
L’Asse di penetrazione non è
indispensabile, è una soluzione possibile ma ad alto impatto e con benefici non
garanti a lungo termine. Interventi più leggeri e progressivi possono ottenere
risultati simili con meno costi ambientali.
● Asse a Sud: più impattante, vicino
allo stadio e aree verdi, maggior consumo di suolo, disboscamento elevato.
Maggior costi per espropri e demolizioni, nuove infrastrutture complete. Tempo
realizzazione 4-6 anni, costi stimati 8-12 milioni €. Risulta il più
sconveniente perché comporta abbattimento di alberi, demolizioni edilizie, con
conseguente impatto paesaggistico.
● Asse a Nord: minor consumo di
suolo, impatto ambientale più contenuto ma meno efficacie per traffico pesante,
non risolve del tutto il traffico. Uso parziale di viabilità esistente, meno
demolizioni, Tempo realizzazione 3-4 anni, costi stimati 5-8 milioni €. Pur
avendo un impatto ambientale medio - basso e miglior rapporto costi/benefici non
risolve completamente il problema.
● Opzione Ibrida (senza Asse):
equilibrio tra efficaci e impatto ambientale, riduzione delle demolizioni, ma
benefici distribuiti in modo non uniforme, richiede molte opere accessorie
(rotatorie, raccordi). Realizzazione progressiva di lotti, meno impatto ambientale
immediato ma più complessità gestionale, tempo di realizzazione 3-5 anni, costi
stimati 10-15 milioni € a fasi. Comporta minor tempo di realizzazione, miglioramento
della qualità urbana e benefici (non solo per traffico porto). Si concentra
sulla riqualificazione urbana ottimizzando semafori e sensi unici, parcheggi
scambiatori, logistica portuale con fasce orarie, mobilità ciclabile e navette,
tutela la qualità urbana e la sostenibilità. Con questa alternativa l’impatto percepito
per rumore può subire lieve diminuzione, mentre per le altre scelte diminuisce
in alcune zone aumentando in altre. Lo stesso dicasi per l’inquinamento atmosferico.
Per quanto riguarda il valore immobiliare degli edifici esistenti nelle zone
interessate dall’intervento con l’Asse completo e con quello ridotto subiranno variazioni
creando quartieri vincenti e quartieri perdenti. Senza interventi impattanti le
quotazioni degli immobili sarà più soft prevedendo una crescita più uniforme.
M. MARCUCCI
La prima previsione dell’asse di
penetrazione venne inserita nel piano regolatore di Viareggio approvato nel
1971! Da quell’anno le situazioni produttive ed ambientali sono cambiate
numerose volte ed il ruolo di quel tracciato viario ha cambiato fortemente il
suo significato ed il suo ruolo.
La parte più complessa di quel
tracciato (Superamento della ferrovia) è stato già realizzato (lotto 1), per
l’esecuzione del secondo ci impegneremo a realizzarlo in tempi brevissimi, al
fine di arrivare alla realizzazione della rotonda di smistamento sulla via
dipendenza, che avrà il pregio di collegare autonomamente la parte sud di
Viareggio (darsena e campo d’aviazione) alla grande viabilità senza interferire
col centro cittadino e con la via Coppino. Questo per i cittadini, oltre che
per il traffico turistico estivo e per quello delle attività produttive,
rappresenta già un grande obiettivo.
· Il Tracciato: In caso sia favorevole, quale soluzione progettuale e quale
tracciato specifico intende sostenere per bilanciare le esigenze del porto con
la tutela ambientale (es. il passaggio attraverso il Parco)?
ANNALE
La mia personale posizione è ben nota.
No al passaggio a sud dello Stadio, per la necessaria tutela del Parco quale
presidio etico e ambientale di democrazia. L’alternativa, dunque, è il passaggio
a nord dello stadio, utilizzando la viabilità esistente, meno costoso e
realizzabile in tempi più brevi.
CONSORTI
Sponsorizzo una soluzione progettuale
che prevede il passaggio a nord dello stadio con una viabilità con impatto
infrastrutturale ridotto e contemporanea modifica degli attuali sensi di
circolazione della viabilità della Darsena. Questa soluzione è immediatamente
eseguibile e finanziabile dall’Ente regionale.
GRILLI
Sul tema dell’Asse di Penetrazione il
Consiglio comunale si è già espresso favorevolmente, a larga maggioranza,
indicando il passaggio a sud dello stadio come soluzione individuata per
proseguire il percorso progettuale. Viareggio non può più permettersi né
immobilismo né opere prive di una reale sostenibilità ambientale e urbana.
Serve invece un approccio pragmatico e serio, basato su dati tecnici,
valutazioni ambientali approfondite e sul confronto con gli enti competenti,
con l’obiettivo di migliorare concretamente la mobilità, sostenere il sistema
economico cittadino e garantire una migliore qualità della vita per residenti e
lavoratori.
MAINERI
Al di fuori di uno studio che faccia
capire se siamo dinanzi ad un’opera necessaria e, in caso di risposta
affermativa, quali siano le soluzioni progettuali percorribili, non si può rispondere
seriamente alla domanda. Ne è riprova il fatto che se ne parla da trent’anni e
i problemi di traffico in Darsena sono irrisolti. Alimentare il dibattito
sull’Asse è diventato il modo per non fare nulla. Noi sappiamo cosa va fatto di
certo: puntare sulla mobilità alternativa all’auto e raccordare, quando sarà
realizzato, il secondo lotto con la viabilità esistente, commissionando, nel
frattempo, la redazione di un piano specifico per la mobilità in Darsena e la
riqualificazione dei suoi spazi pubblici.
C. MARCUCCI
Escluso il passaggio a Sud perché
porterebbe alla decimazioni di numerosa vegetazione senza risolvere il traffico
cittadino. Da valutare la soluzione “Ibrida”.
M. MARCUCCI
Sul terzo lotto abbiamo intenzione di
adottare il progetto che risolva il problema, ma che al tempo stesso abbia il
consenso della città e degli abitanti della darsena. Per questo più che mai
sarà necessario avviare un percorso serio e rapido di ascolto dei cittadini
della Darsena, degli operatori economici e del Parco MSRM per la definizione
del tracciato finale, che debba prioritariamente risolvere il problema della
mobilità nel quartiere darsena e che risulti compatibile con le norme e i piani
del Parco. Solo da quel confronto uscirà la definizione del tracciato ottimale,
non più rinviabile
2. Gestione del Traffico
e Qualità della Vita
Viareggio soffre di un
cronico sovraccarico di veicoli che genera inquinamento atmosferico e acustico,
rendendo difficili i collegamenti tra il centro storico e le periferie.
· Mobilità Alternativa: Quali interventi concreti intende attuare per incentivare l’uso
della bicicletta e dei mezzi pubblici, rendendoli una scelta competitiva
rispetto all'auto privata?
ANNALE
Incremento delle piste ciclabili e
manutenzione di quelle esistenti per quanto riguarda la mobilità con la
bicicletta e avvio di una campagna di informazione sui benefici di una scelta di
questo genere. Prevedere “incentivi” per chi si rechi a lavoro in bicicletta.
La realizzazione dei sottopassi annunciati (area ex Pam, che ha preso da poco
avvio, e presso la Stazione vecchia). Per quanto riguarda il trasporto pubblico
rivedere i percorsi per renderli più rispondenti e compatibili con i bisogni,
con possibilità di calmierare i prezzi per renderne attrattivo l’uso.
CONSORTI
Pedonalizzazione stagionale. Aumento
aree di sosta bici/moto. Incremento del trasporto pubblico.
GRILLI
Viareggio, per la sua conformazione
urbana, può diventare una città molto più sostenibile, accessibile e semplice
da vivere. Per questo ritengo fondamentali il completamento dei collegamenti
fra le piste ciclabili, la realizzazione di un vero Biciplan e Pediplan, il
miglioramento del trasporto pubblico locale e una revisione complessiva dei
flussi di traffico.
La città possiede già un patrimonio
ciclabile importante: dobbiamo valorizzarlo, metterlo in rete e completare i
tratti mancanti. In questo percorso sarà strategico il ruolo del mobility
manager, figura prevista per i Comuni sopra i 50.000 abitanti: con il suo
coordinamento sarà possibile sviluppare progettazioni mirate, anche avvalendosi
delle competenze di FIAB, per costruire una rete ciclabile moderna, funzionale
e realmente utilizzabile. Accanto al Biciplan, serve un Pediplan: perché una
città sostenibile non è solo una città dove si può andare in bicicletta, ma
anche una città dove si può camminare in sicurezza, con marciapiedi curati,
attraversamenti protetti, percorsi accessibili e spazi pubblici pensati per le
persone. La mobilità sostenibile non significa penalizzare qualcuno, ma offrire
alternative migliori: meno traffico, più sicurezza, più salute, più qualità
della vita. Viareggio ha tutte le caratteristiche per riuscirci. Dobbiamo solo
completare il disegno e renderlo concreto.
I problemi più importanti legati al
traffico si concentrano soprattutto nell’area della Darsena, dove insistono
contemporaneamente i cantieri navali, le scuole e gran parte dei flussi
veicolari lungo via Coppino. In questo senso sarà importante anche la realizzazione
della Via del Mare, un’infrastruttura strategica che potrà contribuire a
decongestionare il traffico della Darsena, alleggerendo il passaggio dei mezzi
pesanti e migliorando la viabilità complessiva dell’area portuale e produttiva.
Credo però che serva una revisione più
ampia della viabilità cittadina, puntando in particolare sulla realizzazione di
nuove rotatorie nei punti più critici, perché le rotonde consentono di
fluidificare il traffico, aumentare la sicurezza e ridurre i tempi di attesa.
Tra gli interventi prioritari penso
alla rotatoria tra il viale a mare e via Marco Polo, a quella tra viale dei
Tigli, via Virgilio e via Oberdan, e a una riorganizzazione importante
dell’area in fondo a via Mazzini, nella zona della stazione. Sono opere che
possono migliorare concretamente la mobilità quotidiana dei residenti, dei
lavoratori e di chi vive la città ogni giorno.
Naturalmente questi interventi devono
inserirsi in una strategia più complessiva che comprenda anche il potenziamento
del trasporto pubblico locale, il completamento delle piste ciclabili e una
migliore organizzazione dei flussi urbani, soprattutto nei quartieri più
congestionati.
MAINERI
È necessaria una rivoluzione
copernicana. Viviamo in un fazzoletto di terra tutto in pianura. Possiamo, se
si fanno scelte coraggiose, realizzare serie alternative all’uso
dell’automobile, elevando la qualità della vita di ciascuno di noi. L’uso dei
mezzi pubblici non va incentivato, va reso possibile perché Viareggio è orfana
del trasporto pubblico. Prendere la bicicletta deve diventare bello, attraverso
percorsi sicuri e parcheggi scambiatori. Soprattutto in periferia la mobilità
dolce è, oggi, una possibilità negata ai cittadini.
C. MARCUCCI
Il nodo principale per l’utilizzo
delle biciclette è la manutenzione del manto stradale. Aumento delle strade
sicure nelle ore serali e notturne. Come soluzioni strutturali in realtà
servono pochi interventi come: trasformare alcune strade paralleli in coppie a senso
unico, inserire mini-rotatorie agli incroci critici per ridurre stop continui,
code e conflitti continui, sincronizzare semafori, adattare i tempi in base al
traffico reale con sensori, accessi controllati per togliere traffico inutile
nelle vie interne.
M. MARCUCCI (vedi risposta data dalla Marcucci
sotto)
· Soluzioni Strutturali: Quali sono le sue tre proposte prioritarie per decongestionare
il centro e migliorare la fluidità del traffico nei quartieri periferici?
ANNALE
La realizzazione di parcheggi
scambiatori e l’incremento del trasporto pubblico attraverso l’impiego di
navette. La rimozione delle barriere architettoniche per garantire e rendere possibili
spostamenti a piedi. La possibilità di decentrare alcuni servizi
amministrativi.
CONSORTI
1-Indagine su numero di veicoli e
capacità reale dello spazio urbano, 2 – fissare la gerarchia e le priorità
della mobilità urbana (pedoni, biciclette, scooter/moto, trasporto pubblico,
auto, camion privati) per creare una rete ciclabile
potenziata. 3) - pedonalizzazione stagionale di aree ad alta concentrazione
turistica con potenziamento dei parcheggi d’interscambio con navette
elettriche. Revisione del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS) non
ancora approvato
GRILLI (vedi risposta della Grilli sopra)
MAINERI
Programmare e attivare una rete di
trasporti pubblici urbani; progettare e realizzare una rete di piste ciclabili;
redigere e mettere in opera un grande piano di rifacimento dei marciapiedi.
C. MARCUCCI
1) Organizzare meglio le strade;
2) Far scorrere il traffico
principale;
3) Proteggere le vie principali.
M. MARCUCCI
Nel nostro programma abbiamo parlato
di sistemi per migliorare la qualità della vita della comunità attraverso la
mobilità dolce e trasporti con navette elettriche.
Percorsi dedicati alle biciclette per
favorire il decongestionamento del traffico. Attuare politiche e azioni che
salvaguardino ambiente e salute dei cittadini.
Si debbono recuperare aree verdi e
percorsi alternativi che messi in sicurezza possano diventare luoghi di ritrovo
per la comunità. Con la costruzione di nuovi e piacevoli parcheggi si
favoriscono le esigenze legate alla stagione estiva, al commercio, al turismo,
ma allo stesso tempo si libera il centro dal traffico.
Un’attenzione particolare allo
sviluppo ed all’incremento delle aree pedonali del centro cittadino, sia per
favorire una più organica fruizione del centro commerciale naturale, che per
sviluppare l’uso della bicicletta rispetto all’auto privata
E questo ne permette la rigenerazione
e l’uso sociale collettivo di spazio per passeggiate, divertimento per i
bambini, shopping e sosta attrezzata per le famiglie con panchine, parcheggi
bici, case dell’acqua, aiuole rinfrescanti.
Mare e Spiagge
L'economia di Viareggio
è indissolubilmente legata al litorale, ma la qualità delle acque e
l'accessibilità degli arenili restano nodi critici.
· Gestione e Qualità: Quali soluzioni gestionali concrete intende adottare per
migliorare la qualità delle acque di balneazione e la fruibilità complessiva
delle spiagge?
ANNALE
La parola “inquinamento” è diventata
desueta. È necessaria rispolverarla e dare nuovo impulso e attenzione alle
politiche di gestione delle acque reflue di origine civile e alla loro depurazione;
l’impatto sulla balneabilità è evidente.
CONSORTI
Per migliorare la qualità delle acque
di balneazione sarà potenziato il controllo e l’eventuale manutenzione degli
scarichi inquinanti (del depuratore, degli scarichi industriali, della rete
fognaria, ecc.). Mappatura degli scarichi fognari per verificare la separazione
acque nere - acque piovane.
GRILLI
Viareggio vive grazie al mare e
proprio per questo qualità delle acque, tutela ambientale e accessibilità delle
spiagge devono essere priorità assolute. Negli ultimi anni il turismo è
cresciuto in modo costante, ma oggi serve un salto di qualità: una città
moderna deve garantire spiagge curate, servizi efficienti e un ambiente
tutelato.
Per migliorare la qualità delle acque
serve un lavoro strutturale con tutti gli enti coinvolti: manutenzione dei
canali, controllo degli scarichi, prevenzione degli sversamenti e monitoraggio
ambientale costante. Allo stesso tempo vogliamo rendere le spiagge più
accessibili e vivibili, con migliori collegamenti ciclabili e pedonali, servizi
inclusivi e maggiore qualità degli spazi pubblici.
La Lecciona rappresenta un patrimonio
unico di spiaggia libera e natura che va tutelato e valorizzato come simbolo di
un turismo sostenibile.
MAINERI
È necessario investire su fognature e
depuratori, nella consapevolezza che è un lavoro che, assieme, devono fare
Gaia, i Comuni della Versilia e la Regione Toscana. I comuni devono anche
combattere affinché una parte sempre più consistente degli investimenti non
ricada sulle tariffe dell’acqua ma sia a carico della fiscalità generale. Vi
sarebbe un effetto positivo: non avere la preoccupazione che le scelte di
investimento mettano i cittadini in difficoltà nel pagamento delle bollette.
Inoltre è necessario lavorare sulle altre fonti di inquinamento del mare e
delle spiagge provenienti dall’entroterra.
C. MARCUCCI
Installazione di vasche di prime
piogge, impianti di sistema drenante urbano per trattenere e trattare la prima
parte di acqua piovana che scorre su strade, piazzali o superfici impermeabili.
Certi accorgimenti sono fondamentali soprattutto nelle città costiere come la
nostra perchè riducono l’inquinamento del mare, aiutano a mantenere la qualità
delle acque di balneazione. Monitoraggio continuo degli impianti, sistemi di
allerta dopo eventi piovosi con sensori in continuo su fossi, foce, trattamento
separato delle acque meteoriche contaminate. Controllo scarichi industriali e artigianali,
riparazione urgente di tratti fognature in perdita. Costante pulizia di caditoie,
pozzetti stradali, griglie di scolo.
M. MARCUCCI
Il turismo balneare è un volano e un
settore economico importante per la città di Viareggio, e ne rappresenta una
parte di identità.
L’amministrazione comunale dovrà
mettere mano - per quanto le compete - all’annosa questione della Bolkestein e
al piano strutturale della costa. Azioni che dovranno tenere in considerazione
quello che già c’è e prendere decisioni attraverso percorsi di ascolto e di
partecipazione dei cittadini.
Viareggio necessita anche di spiagge
libere (in corrispondenza delle piazze che sono prive di concessioni demaniali)
che siano gestite e organizzate, dove sia garantita la sicurezza balneare, il
decoro e l’attenzione agli aspetti paesaggistici e naturalistici, offrendo però
un alternativa per vivere il mare e la spiaggia anche a coloro che per
condizione o per scelta preferiscono dirottare la loro preferenza in spiagge
libere, con spazi per praticare sport in spiaggia (beach volley, bocce,..) e
aree per bambini, anche in collaborazione con l’importante struttura della
Dynamo Camp e delle sue importanti esperienze di terapia ricreativa.
In generale anche dove insistono
stabilimenti balneari la volontà è di studiare sistemi per incentivare attività
acquatiche che valorizzino l’offerta turistica ricettiva del litorale e del
comparto turistico balneare.
L’offerta deve includere anche eventi
ed iniziative sulla costa per destagionalizzare e far vivere il mare e la
spiaggia tutto l’anno, sempre con attenzione e riguardo alla tutela ambientale.
Per il miglioramento delle acque di balneazione, due sono gli interventi
prioritari: il risanamento del lago e del bacino del Massaciuccoli e
l’implementazione del sistema della depurazione, anche completando gli allacci
delle abitazioni private
·
Spiagge Urbane: Qual è la sua posizione
rispetto alla possibilità di restituire alla libera fruizione dei cittadini le spiagge antistanti le piazze
cittadine (arenile di Ponente)?
ANNALE
Il diritto alla libera fruizione della
spiaggia e alla balneazione, svincolata da un pagamento, dovrebbe essere
garantito non solo a chi ami un modello di questo genere ma e soprattutto a chi
non abbia possibilità economiche. Alla domanda rispondo che sono favorevole.
Portandoci sulla marina di Levante
vorrei porre l’attenzione sulla opportunità di dare una definizione normativa
della spiaggia di nuova emersione lungo la diga foranea che oggi non ha un
profilo chiaro, cosa che si riflette sul divieto di balneazione delle acque
antistanti.
CONSORTI
La creazione di spiagge libere
attrezzate è uno degli obbiettivi strategici della mia lista civica. Occorre
ripristinare il giusto rapporto tra spiagge libere attrezzate e stabilimenti
balneari per una fruizione del litorale che sia più sociale, più giusta e più
moderna tenendo conto anche delle esperienze europee.
GRILLI
Sulle spiagge urbane davanti alle
piazze cittadine non ritengo opportuna una trasformazione generalizzata in
spiagge totalmente libere, che però non significa rinunciare ad ampliare le
opportunità di accesso al mare. Viareggio possiede già un patrimonio straordinario
come la Lecciona: quattro chilometri di spiaggia libera immersi nella natura,
un luogo unico che rappresenta un modello di accesso universale e sostenibile
al litorale.
Accanto a questo vogliamo rafforzare
le politiche di inclusione e accessibilità, aumentando gli spazi e i servizi
dedicati alle persone con disabilità, con passerelle, accessi facilitati e
strutture adeguate per garantire davvero a tutti il diritto di vivere il mare.
Allo stesso tempo crediamo sia
importante sostenere anche il cosiddetto “mare sociale”, attraverso convenzioni
e ombrelloni a prezzi calmierati per famiglie, anziani e persone in difficoltà
economica, perché il mare deve restare un patrimonio accessibile e vissuto da
tutta la comunità.
MAINERI
Il tema delle spiagge libere deve
essere affrontato all’interno del Piano di Utilizzazione degli Arenili,
prevedendo adeguati approfondimenti conoscitivi e attivando gli strumenti di partecipazione
previsti dalla normativa, così da arrivare a scelte condivise e sostenibili. Riteniamo
prioritario prevedere per la Lecciona misure di sorveglianza, a tutela dei frequentatori
e dell'ambiente. Siamo anche convinti che, introducendo un servizio di trasporto
urbano, si può facilitare il collegamento verso l’area del muraglione, dove
negli ultimi anni si è formata una nuova spiaggia che può diventare libera e
attrezzata.
C. MARCUCCI
Pur riconoscendo il principio della
libera fruizione delle spiagge, si ritiene che la pianificazione debba tener
conto anche dell’equilibrio tra spazi pubblici e concessioni esistenti nelle
aree centrali. In tale ottica la presenza di ampi tratti già accessibili nella zona
Darsena potrebbe essere valorizzata maggiormente (es. con navette dalla stazione
ferroviaria, riducendo il traffico automobilistico), evitando un’eccessiva sottrazione
di spazi alle attività economiche nelle zone più rappresentative della città, evitando
anche il sovraffollamento turistico mordi e fuggi, carenza di parcheggi,
servizi non garantiti.
M. MARCUCCI (vedi risposta data sopra dalla
Marcucci)
Tutela della risorsa
Idrica
Viareggio non dispone di
riserve idriche autonome e dipende da territori limitrofi; al contempo, le
falde locali sono minacciate dall'avanzamento del mare.
· Strategie Urbanistiche: Quali nuove strategie di gestione della risorsa idrica intende
integrare nella pianificazione urbanistica per ridurne lo spreco?
ANNALE
In riferimento alle acque destinate al
consumo umano, occorre concentrare l’attenzione sui problemi di dispersione sia
nel momento della captazione sia nella fase di distribuzione, attraverso una
stretta relazione con gli enti gestori, con investimenti ad hoc che da tempo non
vengono fatti.
CONSORTI
Vero, occorre sensibilizzare la
popolazione verso il risparmio ed il recupero idrico considerando anche
l’attività di sensibilizzazione da svolgere nelle scuole. Oggi l’impiego di
erogatori, cassette w.c. ecc., di ultima generazione, consente riduzioni anche
del 30%. Il tema del recupero delle acque piovane è da praticare ogni volta che
sia possibile e va incentivato con cisterne condominiali in uso per irrigazione
e lavaggio piazzali.
Rinaturalizzazione dei corsi d’acqua e
dei fossi, pianificazione incentivata di zone umide urbane, obbligo di
pavimentazioni permeabili, norme stringenti per obbligo di tetti verdi nelle
ristrutturazioni e nuove costruzioni.
GRILLI
La tutela della risorsa idrica sarà
una delle grandi sfide dei prossimi anni. Viareggio è un territorio fragile e
dobbiamo iniziare a integrare nella pianificazione urbanistica criteri più
moderni e sostenibili, puntando sulla riduzione delle superfici impermeabili e
sul risparmio idrico.
MAINERI
Gli interventi di rigenerazione urbana
vanno legati, anche con norme da inserire nel regolamento edilizio, a misure
che riducano i fattori di dispersione, spreco e consumo della risorsa.
C. MARCUCCI
Per contrastare lo spreco serve un
sistema integrato lungo tutta la filiera dalla captazione all’uso finale.
Manutenzione e sostituzione delle tubature obsolete, controllo delle pressioni
per evitare rotture, recupero dell’acqua piovana per irrigazione o usi non
potabili, educazione all’utilizzo responsabile. Per agevolare il tutto tariffe
progressive (chi più consuma più paga), incentivi per tecnologie efficienti,
campagne di sensibilizzazione.
M. MARCUCCI
(vedi risposta data sotto dalla
Marcucci)
· Intrusione Salina: Quali interventi specifici (o quali azioni da evitare) propone
per contrastare il fenomeno dell'intrusione salina che compromette l'uso
irriguo e produttivo delle acque di falda?
ANNALE
Il recupero delle acque meteoriche,
attraverso politiche che impediscano l’impermeabilizzazione del suolo, è uno
degli strumenti principali per garantire il controllo del fenomeno. Diminuire
gli emungimenti non strettamente necessari è d’altra parte un costume da
incentivare sia in ambito produttivo che civile.
CONSORTI
Per limitare drasticamente il fenomeno
infiltrativo occorre limitare l’impiego delle acque di falda (con modifiche ai
cicli produttivi) a favore del recupero della risorsa idrica costituita
dall’acqua piovana. In sostanza, per contrastare il fenomeno negativo, occorre
un minore emungimento e un maggiore recupero della risorsa idrica
GRILLI
Il fenomeno dell’intrusione salina
richiede attenzione e monitoraggi continui, ma soprattutto impone di evitare
scelte urbanistiche che aumentino ulteriormente la pressione sul territorio e
sulle falde
MAINERI
È necessario, a partire da un quadro
conoscitivo aggiornato, scoraggiare e, nei casi più gravi, vietare interventi
che aumentino i fenomeni di intrusione.
C. MARCUCCI
La salinizzazione delle acque di falda
è un problema comune delle zone costiere è un fenomeno che aumenta con il sovra
sfruttamento delle falde e innalzamento del livello del mare. Barriere
idrauliche che prevedono l’immissione di acqua dolce nelle falde per spingere
indietro il cuneo salino, pozzi di controllo con estrazione mirata per bloccare
l’avanzamento del sale. Modelli idrogeologici per prevedere l’intrusione marina.
Coordinamento per gli usi agricoli, industriali e civile. Contrastare la salinizzazione
usando meno acqua sotterranea, ricaricando le falde con acqua dolce.
Nella nostra città esistono paratie
sul canale Burlamacca (gestito da enti idraulici e protezione civile) la cui
gestione è discutibile in quanto dovrebbero essere chiuse in base alle
previsioni meteorologiche e al livello del mare, ma il lago di Massaciuccoli (notoriamente
di acqua dolce) risulta molto inquinato da acqua salata con la conseguenza di
una biodiversità compromessa.
M. MARCUCCI
In riferimento al cuneo salino, la
situazione a Viareggio è generalmente negativa, se non addirittura grave. Il
pompaggio costante e continuo, principalmente per usi irrigui ed industriali ma
anche turistici (stabilimenti balneari, campeggi,…), in particolare nelle zone
periferiche e di bonifica, da oltre 30 anni provoca forti squilibri nella
falda.
Le soluzioni a problemi complessi, non
sono mai semplici e possono articolarsi in più punti:
1)CENSIMENTO POZZI ESISTENTI, 2)
MONITORAGGIO POZZI. 3) ELABORAZIONE NUOVA CARTA
DELLA SALINITÀ. 4) REGIMAZIONE
EMUNGIMENTO E DESALINIZZAZIONE SUOLI COLTIVATI. Bisogna
fornire alla importante l'attività
florovivaistica opportuni incentivi per l'applicazione di tecniche adeguate per
il superamento delle criticità.
Il fenomeno principale a Viareggio per
la risorsa idrica è rappresentato dalla risalita della falda freatica,
collegata anche all'abnorme consumo di suolo e sottosuolo, dovuto alla
realizzazione di numerose cantine e vani sotterranei, in particolare nelle zone
della città.
Per questo motivo è necessario
annullare l’ulteriore impermeabilizzazione del suolo superficiale e
contemporaneamente favorire il
deflusso delle acque superficiali, tenendo costantemente pulite le griglie
della rete fognaria e soprattutto le caditoie (spesso ricoperte invece da
sporcizia di ogni genere ed aghi di pino), inoltre incentivare le ristrutturazioni
edilizie, con particolare riferimento all'impermeabilizzazione dei vani
sotterranei tramite tecniche edilizie moderne, proteggendo dunque il patrimonio
immobiliare cittadino, a cominciare dalle proprietà comunali.
Infrastrutture Verdi
Il patrimonio arboreo,
dai parchi storici alle alberature stradali e delle piazze, soffre di un
depauperamento cronico e di una gestione spesso emergenziale anziché
programmata.
· Tutela e Ripristino: In linea con la legge europea sul Ripristino della Natura, quali azioni intende intraprendere per
invertire la tendenza alla perdita di copertura arborea?
ANNALE
(vedi risposta successiva)
CONSORTI
Va immediatamente avviato un
censimento del patrimonio arboreo risultante dai recenti abbattimenti
indiscriminati, istituendo contemporaneamente un Ufficio del verde pubblico con
professionalità ben definite ed organici adeguati.
GRILLI
Viareggio e Torre del Lago hanno un
patrimonio verde straordinario. Alberi, pinete, parchi urbani e alberature
stradali non sono elementi ornamentali: sono infrastrutture ambientali
fondamentali, capaci di migliorare la qualità dell’aria, mitigare il caldo,
proteggere il ciclo delle acque e incidere concretamente sulla salute e sul
benessere delle persone. Per questo intendiamo superare definitivamente la
logica degli interventi sporadici o dettati dall’urgenza, costruendo invece una
programmazione strutturata e continuativa sulla gestione del patrimonio
arboreo. In linea con gli obiettivi europei sul Ripristino della Natura,
vogliamo invertire la tendenza alla perdita di copertura arborea attraverso
nuove piantumazioni, privilegiando specie adatte al contesto climatico e ad
accrescimento rapido, ma soprattutto attraverso la tutela e la manutenzione del
patrimonio esistente. L’obiettivo è creare una vera rete verde urbana che
colleghi quartieri, scuole, piazze, parchi e pinete, rafforzando i corridoi
ecologici e aumentando la resilienza della città rispetto ai cambiamenti
climatici. Gli alberi svolgono una funzione essenziale nella riduzione delle
isole di calore, nell’assorbimento delle acque meteoriche e nella protezione
del suolo: investire sul verde significa investire sulla sicurezza e sulla
salute pubblica.
MAINERI
Ci sono città in cui il verde pubblico
scarseggia. Viareggio ha un enorme patrimonio verde, a partire dalle sue
pinete. Quindi è necessario, anzitutto, conoscere lo stato di salute delle piante
per programmare e disporre prontamente interventi di manutenzione, cura e
tutela.
C. MARCUCCI
La Legge europea impone il
mantenimento e l’aumento della copertura arborea urbana. Pertanto si rende
necessario provvedere alla forestazione urbana costiera: piantare alberi lungo
viali, canali e parcheggi scegliendo specie resistenti alla salsedine e alla
siccità (pini domestici, lecci, tamerici, sughere). Tutela maggiore delle due
pinete cittadine con rimboschimento delle aree degradate, controllo delle
specie invasive, miglioramento della gestione del sottobosco per biodiversità,
alberi su ogni nuova strada, tetti verdi, microaree verdi nei quartieri
densamente costruiti.
Incremento specie alofile, barriere
verdi frangivento lungo il litorale, protezione delle dune e delle zone
retrodunali. Predisporre aumento annuale del verde urbano.
M. MARCUCCI
IL Patrimonio arboreo di Viareggio
rappresenta una delle sue peculiari caratteristiche e qualità.
Prima di tutto ci vuole una rinnovata
attenzione al verde urbano, quello dei marciapiedi e delle strade urbane, un
maggior decoro e una manutenzione coerente e qualificata che ne migliori
l’assetto e la qualità arborea.
Le maggiori qualità sono presenti in
due aree distinte e differenziate: il parco urbano della pineta di ponente e la
Macchia Lucchese (sito della rete Natura 2000 europea). Sulla prima bisogna
proseguire con l’importante monitoraggio biologico dell’Università di Pisa e
attivare le indicazioni che ne derivano per mantenere questo patrimonio
naturale in sicurezza ed in salute. Relativamente alla Macchia Lucchese bisogna
attuare il Piano di Gestione del Parco e delle sue prescrizioni per mantenere
questo patrimonio di livello europeo
Per entrambe queste due aree boscate è
vigente un piano di gestione forestale (per la Macchia Lucchese coerente con il
piano del Parco), approvato nel 2008 in cui sono previsti gli interventi per il
mantenimento ed il miglioramento della qualità ambientale di queste aree verdi.
La nostra azione sarà rivolta alla
piena attuazione di questo piano, non sempre tenuto nella debita
considerazione negli anni passati
· Servizi Ecosistemici: Come intende proteggere le pinete e il verde urbano per
mitigare il microclima locale e salvaguardare il ciclo delle acque?
ANNALE
Per queste due domande la risposta è
unica: garantire una politica gestionale del patrimonio arboreo che poggi su
una struttura comunale dedicata, con figure professionali specifiche e maestranze
reinternalizzate. Ciò renderebbe possibili programmazioni e strategie di lungo periodo
al contrario di quanto avviene oggi con asfittici interventi spesso dettati dall’emergenza.
Come ho avuto modo di affermare in un recente articolo inviato alla stampa, occorre
privilegiare un rapporto di collaborazione con le associazioni ambientaliste
che non possono essere percepite come una controparte. Attivare la Consulta del
Verde.
CONSORTI
La protezione avverrà, dopo il
censimento arboreo e le ripiantumazioni, a mezzo di monitoraggio e manutenzione
programmata, straordinaria e d’emergenza prevedendo i necessari trattamenti e
limitando al massimo gli abbattimenti. Il reticolo idrico sarà censito,
monitorato e, dove necessario, riqualificato.
GRILLI
Particolare attenzione sarà dedicata
alle pinete, che rappresentano uno degli elementi identitari più importanti del
nostro territorio. Le due pinete, però, hanno caratteristiche profondamente
diverse e devono essere gestite in modo differenziato. La Pineta di Levante
conserva aspetti più naturali e selvaggi e dovrà essere valorizzata in stretta
collaborazione con l’Ente Parco e attraverso il proseguimento del progetto
Natura 2000, mantenendo il giusto equilibrio tra tutela ambientale e presenza
umana. La Pineta di Ponente, invece, ha una forte vocazione di parco urbano e
deve continuare ad essere uno spazio vissuto, accessibile e sicuro, senza
rinunciare alla qualità ambientale. Per questo vogliamo completare e approvare
definitivamente il Piano delle Pinete, aggiornandolo e integrandolo affinché
sia realmente attuabile e capace di coniugare tutela ambientale, servizi,
qualità degli spazi pubblici e valorizzazione delle attività presenti.
Proteggere il verde urbano significa anche migliorare la qualità della vita
quotidiana. Una città più verde è una città più fresca, più inclusiva, più sana
e più vivibile per tutti.
MAINERI
È necessario scoraggiare ulteriori
interventi di antropizzazione e, laddove necessario, favorire interventi di
recupero urbano che aumentino la percentuale di suolo permeabile.
C. MARCUCCI
Le pinete di Viareggio vanno gestite
come ecosistemi delicati con riduzione frammentazione (evitando costruzione di
nuove strade o parcheggi dentro la pineta), manutenzione selettiva e non
eccessiva del sottobosco, sostituzione di asfalto con suoli permeabili.
Prevenzione incendi con fasce di sicurezza e sorveglianza. L’aumento di
alberature lungo vie e piazze ha lo scopo principale di abbassare le temperature
attraverso ombra e evapotraspirazione, favoriscono l’infiltrazione delle
acque nel suolo. Limitare lo
scorrimento delle acque verso il canale Burlamacca, installazione di rain
gardens per gestire l’assorbimento delle acque piovane. Parcheggi drenanti con
alberature. Dopodichè servono monitoraggi della copertura arborea (anche
satellitare).
M. MARCUCCI (vedi risposta data sopra dalla
Marcucci)
Consumo di Suolo
I dati ISPRA confermano
che la cementificazione avanza a ritmi insostenibili, aumentando
l'impermeabilizzazione del terreno e il rischio idrogeologico.
· Azioni concrete: Quali misure intende adottare nel regolamento urbanistico per
fermare il consumo di suolo e favorire, invece, il recupero dell'esistente?
ANNALE
Blocco del consumo di nuovo suolo
attraverso vincoli stringenti che vietino la trasformazione dia ree agricole in
aree edificabili. Norme che incentivino la riqualificazione, ristrutturazione e
demolizione-ricostruzione delle aree dismesse. Obbligo dell’uso di
pavimentazioni drenanti in ogni intervento sia pubblico che privato. Avvio di
un censimento del Patrimonio Edilizio Dismesso con la creazione di un “catasto”
comunale che mappi edifici vuoti e aree industriali dismesse, facilitando il
recupero funzionale rispetto alla costruzione ex novo.
CONSORTI
Deve essere acquisito il concetto che
si passa da espansione urbana a rigenerazione, riuso e densificazione
selettiva. Quindi zero consumo di suolo; per ogni superficie permeabile tolta
altrettanta ne deve essere creata. Deve essere praticato il riuso del
patrimonio edilizio esistente. Va fatta una corretta perimetrazione del
territorio urbanizzato e, fuori da questo perimetro, le costruzioni sono
fortemente limitate/vietate. Vanno create apposite tabelle degli indici
perequativi ed incentivi alla rigenerazione (bonus volumetrici, cambi d’uso,
riduzione oneri). Va normata la tutela del territorio agricolo con indicazione
dei vincoli di tutela dei territori agricoli strategici.
GRILLI
I dati ISPRA ci dicono con chiarezza
che il consumo di suolo non è più un tema rinviabile. Viareggio è il terzo
comune della Toscana per percentuale di suolo consumato e questo significa che
non abbiamo bisogno di nuova cementificazione indiscriminata, ma di una
strategia urbana completamente diversa, fondata sul recupero dell’esistente,
sulla rigenerazione urbana e sulla valorizzazione delle aree già costruite o
degradate.
La qualità urbana non si costruisce
occupando nuovo territorio, ma recuperando ciò che abbiamo, migliorando gli
spazi pubblici, rendendo la città più verde, più resiliente e più vivibile. Ed
è esattamente questa l’impostazione contenuta nel Piano Strutturale che questa
amministrazione ha portato avanti, nonostante per anni qualcuno abbia preferito
bloccarlo invece di assumersi la responsabilità di pianificare il futuro della
città.
Le azioni concrete dovranno poi essere
tradotte nel Piano Operativo che la nuova amministrazione sarà chiamata ad
approvare. Le linee guida sono già chiare e coerenti sia con il Piano
Strutturale sia con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile.
La prima grande scelta riguarda la
depavimentazione del suolo: ridurre il più possibile superfici impermeabili
come cemento e calcestruzzo, favorendo materiali drenanti, aree verdi, prati e
spazi alberati nei nuovi interventi urbani.
La seconda riguarda l’incremento del
verde urbano attraverso filari alberati e corridoi ecologici integrati nello
spazio pubblico, capaci di migliorare il microclima cittadino, aumentare la
permeabilità del suolo e rafforzare la qualità ambientale della città.
La terza è il rafforzamento della
mobilità sostenibile, con una rete ciclabile e pedonale davvero interconnessa,
supportata da parcheggi scambiatori e da un trasporto pubblico più efficiente.
La sfida oggi non è costruire di più,
ma costruire meglio. E soprattutto avere finalmente una pianificazione seria,
moderna e sostenibile, capace di mettere insieme tutela ambientale, qualità
urbana e sviluppo della città.
MAINERI
Viareggio non ha bisogno di nuovo
consumo di suolo. Viareggio ha necessità di interventi di rigenerazione del
tessuto esistente. Spetta al Piano Strutturale, ad oggi solo adottato e che necessita
di significative modifiche, assicurare, attraverso i limiti al dimensionamento
e il disegno del perimetro del territorio urbano, che non si producano nuovi
fenomeni di espansione della città.
C. MARCUCCI
Riuso dell’esistente per non consumare
nuovo suolo recuperando edifici abbandonati o sotto utilizzati, conversione di
immobili vuoti in abitazioni o servizi. Divieto di nuove edificazioni in zone a
rischio idraulico o costiero. Ogni nuova trasformazione dell’esistente dovrebbe
includere alberature obbligatorie, superfici permeabili, tetti verdi, giardini
pensili, corridoi ecologici. Valutazioni ambientali più stringenti per nuovi progetti,
incentivi per la ristrutturazione e recupero edilizia, bonus per progetti di rigenerazione
urbana sostenibile, sostegno a chi recupera immobili esistenti.
M. MARCUCCI
IL comune di Viareggio rappresenta il
terzo comune dell’Italia Centrale per densità abitativa, (dopo Firenze e
Bologna!) Risulta quindi necessaria una grande attenzione alla ulteriore
impermeabilizzazione del suolo e ad un ulteriore sviluppo del carico urbanistico
ed abitativo.
La normativa urbanistica di Viareggio
dovrà ripartire da una profonda revisione dell’attuale schema del Piano
strutturale, in cui indicare con più precisione gli indirizzi della prossima
amministrazione e molto attenta alla qualità ambientale di Viareggio, ma dovrà
poi dettagliare una nuova normativa del regolamento urbanistico,
ispirata al riuso ed al recupero
dell’esistente, come azione fondamentale e prevalente, ad iniziare dagli
immobili pubblici, non sempre in condizioni ottimali.
In particolare, il recupero
dell’edilizia pubblica residenziale dovrà essere una azione prioritaria, anche
per dare risposte al disagio abitativo e alle molte sofferenze delle famiglie.
Tutti hanno diritto alla casa ed è necessario avviare un dialogo costante con
l’E.R.P. per individuare soluzioni immediate per garantire alloggi a chi ancora
non ha avuto risposta, senza ulteriormente aumentare il carico urbanistico e il
consumo di suolo
Turismo Sostenibile
Il turismo è il motore
della città, ma rischia di degradare il territorio se non governato
correttamente.
· Equilibrio e Sostenibilità: Come intende conciliare lo sviluppo
economico turistico con la protezione dell'ecosistema viareggino per evitare il
sovraccarico delle risorse naturali?
ANNALE
Attraverso le misure che ho avuto modo
di illustrare sino a qui, puntando sulla diffusione di una cultura ambientale e
dei suoi valori sanciti anche dalla Costituzione.
CONSORTI
Occorre uno studio sulla capacità di
carico di turisti per azzerare il degrado ambientale e/o sociale. Occorrono
dotazioni turistiche che consentano la riduzione dei consumi idrici ed
energetici (impianti idrici di ultima generazione ed impiego di energie
rinnovabili), la puntuale gestione dei rifiuti, la mobilità dolce ed il
cicloturismo. Spiagge libere attrezzate con servizi essenziali e a basso
impatto antropico.
GRILLI
La nostra città non può avere paura
dei turisti. Anzi, deve essere capace di attrarre un turismo sempre più di
qualità, sostenibile e rispettoso del territorio. Viareggio è cresciuta grazie
al mare, agli stabilimenti balneari, all’accoglienza e alla capacità di far
innamorare le persone della sua identità. Oggi però il turismo è cambiato e
cambiano anche le esigenze di chi viaggia. Per questo dobbiamo investire in un
modello moderno, che valorizzi non solo la spiaggia, ma anche la pineta, il
cicloturismo, lo sport, gli eventi, la natura e la qualità della vita.
Difendere il nostro territorio non significa fermare lo sviluppo. Significa
guidarlo con intelligenza, equilibrio e visione. Vuol dire costruire una città
più bella da vivere per i residenti e più attrattiva per chi la sceglie ogni
anno. Una città capace di crescere senza perdere la propria anima.
MAINERI
Bisogna favorire un turismo di
qualità. Non significa rivolgersi solo ad una fascia economicamente medio –
alta della popolazione. Significa promuovere un’offerta rivolta a tutti coloro
che, con numeri peraltro costantemente in crescita, vogliono impiegare il proprio
tempo libero in esperienze legate alla qualità ambientale e culturale.
C. MARCUCCI
Viareggio vive molto di turismo
balneare, ma con ecosistemi fragili (pinete, dune, falde, canali) pertanto
serve un turismo meglio distribuito ed impattante, per esempio con promozioni
nella bassa stagione. Destagionalizzazione degli eventi (primavera/autunno).
Tutela rigorosa delle pinete, aree sabbiose costiere protette e non accessibili
liberamente. Hotel e stabilimenti con sistema di risparmio idrico, energia da
fonti rinnovabili per strutture turistiche (pannelli solari..), passerelle ed accessi
che non consumino suolo naturale (percorsi pedonali sopraelevati). Gestione dei
rifiuti potenziata nei periodi di punta. Controllo dell’erosione costiera e
delle spiagge. Navette elettriche nei periodi estivi per collegamenti con la
rete ferroviaria per ridurre auto private. Rain gardens e verde urbano per
assorbire acque piovane. Monitoraggio continuo di acque, rifiuti e di diversità
biologica.
M. MARCUCCI
Come già indicato in precedenza il
turismo balneare è un volano e un settore economico importante per la città di
Viareggio, e ne rappresenta una parte di identità, una parte significativa
della sua storia, della sua cultura e della sua popolarità, non solo in Italia.
È evidente che la qualità ambientale,
le sue spiagge, le pinete, il mare rappresentano le precondizioni
dell’accoglienza turistica, non mantenere queste qualità sarebbe come tagliare
il ramo su cui siam seduti.
L’impegno principale della nostra
Amministrazione Comunale sarà quello di sviluppare nuove iniziative che
tenderanno, non tanto ad intensificare il turismo nei periodi di maggiore
affollamento, ma di proporre eventi sulla costa per destagionalizzare e far
vivere il mare e la spiaggia tutto l’anno, sempre con attenzione e riguardo
alla tutela ambientale.
Il Comune di Viareggio, anche
unitamente agli altri comuni Versiliesi, può attraverso una propria
programmazione, culturale, sociale,
sportiva favorire lo spostamento di flussi turistici in mesi e periodi fuori
dai momenti di maggiore affluenza come il Carnevale e la stagione estiva,
agevolando anche le attività economiche collegate alla ricettività, lungo un
arco temporale più esteso e continuativo nell’anno
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