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sabato 4 febbraio 2023

Legambiente e Wwf: «Il Piano integrato del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli è da rifare

 


 

PARCO DI MIGLIARINO – SAN ROSSORE – MASSACIUCCOLI:

Un Piano Integrato da rifare!

Di fronte a una crisi climatica senza precedenti, che vede un’accelerazione dei fenomeni estremi e sta trascinando gli ecosistemi verso un punto di non ritorno; e di fronte alla crisi della biodiversità, con la perdita continua e inarrestabile di specie biotiche fondamentali per l’equilibrio della vita sulla Terra, gli organismi internazionali, dall’Unione Europea all’ONU, raccomandano una estensione consistente delle Aree Protette in ogni regione del globo.

La Strategia dell’Unione Europea sulla biodiversità per il 2030, in particolare, raccomanda di estendere al 30% del territorio terrestre e marino le Aree Protette entro il 2030. Si tratta di raddoppiare il territorio attualmente protetto, cioè di realizzare in pochi anni una politica di conservazione che incrementi il territorio protetto della stessa estensione che questo ha raggiunto in oltre un secolo: una sfida impegnativa e concreta.

È in questo contesto, secondo Legambiente e WWF, che vanno inquadrate le vicende della pianificazione dei Parchi toscani. La cornice nazionale e internazionale impone una decisa accelerazione verso un incremento consistente delle superfici sottoposte a protezione, estendendo i confini dei Parchi a partire dal perimetro attuale e aumentando – sul piano qualitativo – l’efficacia degli strumenti e delle istituzioni deputate alla conservazione della natura.

Se la Regione Toscana arretra invece di avanzare, come pensa di raggiungere l’obiettivo del 2030? Una Regione che non ha istituito nuove Riserve Naturali negli ultimi 10 anni e che ha cancellato le ANPIL, Aree Naturali Protette di Interesse Locale, ponendole al di fuori dei sistemi regionali e nazionali delle Aree Protette, vuole davvero rispondere alle sfide del futuro indugiando nel consumo di territorio e in un modello di sviluppo non più sostenibile?

E se, come nel caso di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli, è addirittura il Parco a proporre un arretramento dei confini e una riduzione di quel territorio che ha sapientemente amministrato per oltre 40 anni evitando consumi di suolo, proteggendo non solo la biodiversità ma anche il territorio agricolo e le produzioni di qualità, non c’è il rischio di veder abdicare l’Ente a un ruolo che ha finora ricoperto con grande efficacia? Se si perde il presidio del territorio proprio a partire dalle potestà di un Parco, non c’è davvero speranza per le politiche di conservazione.

Noi vogliamo un Parco più forte, non un parco ridotto e depotenziato. Vogliamo un Parco rafforzato nelle dimensioni e nelle sue prerogative, nelle risorse economiche e nella dotazione di personale. Un Parco che cresca sul territorio e col territorio e non un Parco che arretri di fronte alle pressioni dell’espansione urbanistica e di una “valorizzazione” immobiliare davvero fuori dal tempo.

Per tutte queste ragioni, il Piano Integrato che si sta costruendo non ci piace.

Oggi celebriamo la GIORNATA MONDIALE DELLE AREE UMIDE, ed è ancora più significativo per noi evocare la necessità di un Piano Integrato che sappia proiettare i propri orizzonti fuori dagli attuali confini, coinvolgendo nuovi e più estesi territori, in una politica all’insegna del rispetto e della conservazione delle risorse naturali, che sono un’assicurazione vera e lungimirante sul futuro di tutti noi.

Legambiente Toscana

WWF Toscana

sabato 2 ottobre 2021

PULIAMO IL MONDO A VIAREGGIO sabato 2 ottobre

 


Oggi si è svolta a Viareggio Puliamo il Mondo, recuperando la giornata di domenica scorsa saltata per il maltempo.


Una quarantina di volontari si sono prodigati con grande entusiasmo per ripulire alcune zone di questo angolo del parco regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli che il comune di Viareggio ha la fortuna di ospitare.

Sono state oggetto della pulizia alcune strade all’interno del bosco, i vialetti all’inizio del Viale dei Tigli dove  dietro le panchine è stato trovato di tutto, specialmente bottiglie e lattine lasciate dai soliti incivili, e il Percorso  Natura, il sentiero naturalistico che parte da Villa Borbone. Sono stati rinvenuti e ripuliti alcuni accampamenti in zone appartate del bosco; in uno di questi abbiamo trovato oltre  alle solite bottiglie, lattine, ecc. un paio di biciclette quasi nuove, probabilmente rubate da pochi giorni insieme ad alcune mazze da baseball e manganelli, sicuramente un luogo dove si svolgevano attività criminose: sono stati subito allertati i carabinieri di Viareggio che sono arrivati poco dopo a portar via la refurtiva e le armi improprie presenti.



Ancora una volta abbiamo toccato con mano alcune situazioni di degrado che dovrebbero essere contrastate con maggior forza e determinazione, aumentando i controlli e i pattugliamenti delle forze dell’ordine in questa parte della nostro comune di alto valore naturalistico , così come basterebbe sistemare alcuni cestini per rifiuti in più all’inizio del viale dei Tigli per prevenire  l’abbandono di rifiuti lungo il viale.

Lasciare degradare aree naturali protette genera situazioni preoccupanti in cui per ripristinare il decoro si invocano soluzioni drastiche come aumentare la presenza antropica (!) al loro interno per scoraggiare la criminalità, o peggio dotarle di infrastrutture non consone con l’ambiente da proteggere, vedasi lo scellerato progetto di una ciclovia dietro le dune della riserva della Lecciona!


 

Ringraziamo la SEA che ci ha fornito il materiale per la pulizia e che ha provveduto dopo appena due ore al ritiro dei sacchi di rifiuti, il Consorzio Bonifica Toscana Nord che ha inviato a darci una mano due suoi operai con un pickup che è stato prezioso per il recupero dei sacchi di rifiuti. E naturalmente tutti i cittadini che hanno dedicato  la mattina di un sabato per restituire alla bellezza  questa preziosa area del nostro comune.


sabato 4 settembre 2021

LA LECCIONA NON SI TOCCA

 

SABATO 4 SETTEMBRE sfileremo per le strade di Viareggio in una manifestazione cittadina per difendere la Riserva Naturale della Lecciona e per promuovere il passaggio della Ciclovia Tirrenica dal Viale dei Tigli. La CICLOVIA TIRRENICA è una infrastruttura indispensabile per una svolta ecosostenibile nel settore viario e turistico, che potrà influenzare positivamente l’economia del territorio, ma senza compromettere le risorse naturali che sono un’attrattiva ed una ricchezza per il benessere di tutti.

Una opportunità che si trasformerebbe in un danno senza precedenti se dovesse passare dalla Lecciona.

Una scelta infelice su cui l’amministrazione persevera nonostante sia inapplicabile in base alle normative vigenti, comprese le norme eurovelo che dettano le linee guida da seguire sulla realizzazione della ciclovia Tirrenica. Una scelta portata avanti senza alcun confronto con la città né tantomeno con le associazioni ambientaliste, comitati, movimenti rifiutando di rispondere alle motivazioni tecniche esposte generando un conflitto che ha fatto crescere il dissenso esponenzialmente.

Lo sfruttamento ambientale mascherato da finto progresso sostenibile è ormai entrato purtroppo a far parte di molte decisioni politiche del paese e anche della nostra città. Per l’ennesima volta si torna a chiarire per quali motivi si dice NO AL PASSAGGIO DELLA CICLOVIA TIRRENICA DALLA LECCIONA e SI AL SUO PASSAGGIO DAL VIALE DEI TIGLI.

NO AL PASSAGGIO DALLA LECCIONA perchè’:

La Ciclovia Tirrenica è infrastruttura sovranazionale, di grande comunicazione, pensata per avere grandi flussi turistici, la cui realizzazione e manutenzione comporta inevitabile impatto ambientale.

La Lecciona è un’area di grande pregio ambientale della Rete Natura 2000, Riserva naturale del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, tutelata da normative regionali, nazionali ed europee, dove la priorità è la conservazione della biodiversità, e quindi incompatibile con grandi flussi turistici che ne minaccerebbero l’integrità. Il già grosso afflusso attuale dovrebbe essere controllato e regolamentato, l’accesso da parte dell’uomo alla Riserva naturale dovrebbe essere fatto “in punta di piedi”, tutelando e rispettando la biodiversità e lo splendore della Lecciona. Una maggiore fruizione porterebbe a un aumento di danni alle strutture e all’ecosistema, danni che già ora avvengono e che non sono né prevenuti né controllati dalle autorità competenti con effetti negativi sulla qualità dell’aria e dell’acqua, sui cambiamenti climatici.

SI’ AL VIALE DEI TIGLI perché:

Non presenta le criticità e controindicazioni della Lecciona, non avendo le stesse caratteristiche di vulnerabilità ambientale.

E’ già presente una pista ciclabile che, essendo inserita in un contesto urbano, può offrire i dovuti servizi ai cicloturisti con ricadute positive sulle attività economiche locali.

Rende possibile un collegamento diretto con la ciclopista Puccini, l’area del Lago di Massaciuccoli e le aree urbane di Migliarino e Pisa.

Non a caso, è la proposta progettuale avanzata dai tecnici della Regione, che hanno previsto fin dalle prime fasi del Progetto il passaggio della Ciclovia Tirrenica da Viale dei Tigli, escludendo come non idoneo il passaggio dalla Lecciona vietato dal Piano di Gestione del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli.


“Coordinamento La Lecciona non si tocca”

venerdì 2 luglio 2021

CALENDARIO EVENTI E INIZIATIVE LEGAMBIENTE VESILIA - ESTATE 2021

 

Ecco la ricca stagione di eventi che il nostro circolo ha organizzato per l'estate 2021 in collaborazione col Parco Migliarino san Rossore Massaciuccoli.


Ogni sabato e domenica fino al 12 settemebre alle 17 partirà una visita guidata "dal bosco al mare" in Macchia Lucchese a Viareggio e poi... molti altri eventi che leggete nel volantino.

N.B.: l'escursione del 2 luglio  è stata rinviata a giovedì 8 luglio.

 




martedì 30 marzo 2021

Il parco e il presidente che vorremmo

 


Premessa

Viviamo un periodo eccezionale. Al netto delle lugubri conseguenze dal punto di vista umano, sociale ed economico che sta determinando la pandemia, nessuno può ormai disconoscere la centralità della “transizione ecologica” nell’agenda politica, globale e locale. In questo quadro, ci accingiamo a preparare una Conferenza delle Parti per la Biodiversità planetaria, nel prossimo maggio, che stabilirà finalmente l’ambizioso target del 30% di superficie terrestre protetta entro il 2030. Un’asticella alta, che non può essere però assolutamente sconfessata in un contesto privilegiato come la Toscana. Oggi, infatti, la quota di protezione della nostra regione ristagna a circa il 10%. E in un Parco fragile e accerchiato da tre grandi poli urbani (Viareggio, Pisa, Livorno) come quello di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, le avvisaglie e le percezioni che abbiamo sul territorio sono di ben altra natura. Quindi, come prerequisito essenziale per ogni ulteriore riflessione, vogliamo dire che la perimetrazione del Parco e delle sue aree contigue non dovrà arretrare di un solo millimetro nei prossimi anni.


Punti di forza

Il Parco di MSRM (coi suoi 23.000 ettari complessivi) accoglie ambienti unici al mondo: oltre 10.000 ettari di boschi planiziali, riconosciuti come Riserva della Biosfera dall’Unesco; ben 6.000 ettari di aree umide (tra cui il Lago e Padule di Massaciuccoli e i boschi igrofili di Migliarino, San Rossore e Tombolo), inscritte fra le più importanti del pianeta, secondo la Convenzione di Ramsar; 30 chilometri di spiagge con paesaggi compositi e habitat dunali in evoluzione naturale e continua. Tale ambito territoriale è quindi un formidabile scrigno di biodiversità e svolge plurimi servizi ecosistemici a parziale mitigazione degli effetti sempre più gravi della crisi climatica in corso. Inoltre, coi suoi boschi e i suoi sentieri, il Parco offre una incredibile gamma di opportunità a quei turisti che si vogliano avvicinare alla fruizione di questi ambienti in modo responsabile e rispettoso.


Fragilità

Segnaliamo d’altronde potenzialità ancora tutte da esplorare per dei Centri Visite, oggi non perfettamente funzionanti. Quello di San Rossore, gestito da un privato, è attivo, mentre quello di Villa Borbone è chiuso ormai dal 2019 per meri dissidi tra istituzioni. Come da riqualificare e potenziare è senz’altro la segnaletica, oggi insufficiente o danneggiata soprattutto dove servirebbe di più, ossia nelle zone periferiche del Parco. Registriamo inoltre estesi fenomeni di erosione costiera, nella zona a sud della foce del Serchio e criticità crescenti per la pressione determinata dalle attività economiche presenti nel Parco (stabilimenti balneari, locali delle marine, impianti industriali, persino basi militari!). Quanto al Lago di Massaciuccoli, notorio e meritevole di risposte è il tema dell’inquinamento da nutrienti chimici e naturali, con conseguente estesa eutrofizzazione delle sue acque. Infine, da attenzionare ci pare il tema degli impatti delle attività agricole insistenti nel Parco.

 

Questioni aperte

Per noi il Parco deve diventare non un bensì “il” motore della transizione ecologica di questo territorio. Fruizione sostenibile, turismo verde, promozione del marchio sui prodotti tipici locali, gestione agricola biologica, tutte istanze che non possono e non potranno mai fotografare “sulla difensiva” questo Parco. Che, anzi, può e deve giocarsi le sue carte al futuro, proponendo forme innovative e partecipate di economia locale.

Come abbiamo già detto, crediamo fermamente nella fruizione. Essa rafforza la conoscenza e trasmette di per sé stessa benessere a chi la pratica. Ma va sempre tenuto presente che il godimento delle bellezze naturali non ne comporti mai alcuna compromissione. Emblematico il caso del percorso della Ciclovia Tirrenica per cui, contemperando la conservazione della biodiversità con la sostenibilità della mobilità dolce e un corretto approccio turistico, dovrà prevalere la soluzione già esistente nel Viale dei Tigli, lungo il tratto Viareggio-Torre del Lago. La scellerata ipotesi di tracciato dentro la delicatissima Riserva Naturale della Lecciona, decreterebbe una banalizzazione ed omologazione di questo fragile habitat allo sviluppo che ha caratterizzato purtroppo la storia del litorale versiliese.

Si raccomanda, altresì, massima attenzione alle possibili conseguenze di grandi opere, che pur realizzate al di fuori dei confini del Parco, sono potenzialmente in grado di aggravare la già critica situazione della costa per quanto riguarda i fenomeni erosivi e ambientali in genere. È il caso della nuova Darsena Europa, opera ciclopica di potenziamento del Porto di Livorno. A questo fine, ci pare utile ricordare a tutte le Istituzioni competenti che andrebbe convocato e messo finalmente in moto quell’Osservatorio ambientale socio-economico sui lavori del porto di Livorno, già oggetto del protocollo d'intesa, formalizzato con Delibera di Giunta N.369/2018 del 29.5.2018, di cui fanno parte rispettivamente: la Regione Toscana, l’Autorità Portuale di Livorno, i Comuni di Pisa e di Livorno e per l’appunto il Parco Regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Infine, desideriamo ribadire la nostra ferma contrarietà all’Asse di Penetrazione sulla città di Viareggio, per il collegamento tra la variante Aurelia e la Marina di Levante, al servizio non soltanto del porto ma anche e soprattutto degli stabilimenti balneari. Esso concentrerebbe infatti sulla parte settentrionale del Parco un imponente carico antropico e infrastrutturale, cancellando la mirabile e sobria continuità tra Parco e Città.


L’identikit del “nostro” Presidente

In Italia pare spesso temerario citare la legge, ma a nostro avviso invece è un buon viatico per fare scelte ponderate. Per noi, il nuovo Presidente dovrà quindi esser “dotato di comprovata esperienza e competenze in materia di aree protette e biodiversità e di gestione amministrativa idonee al ruolo e alle funzioni da ricoprire risultanti da documentato curriculum”.

Desideriamo un Presidente che abbia un’ottima conoscenza del territorio, un Presidente che dimostri la ferrea volontà di attuare tutte le misure di tutela degli ambienti del Parco, difendendolo dai continui tentativi di riduzione (della sua unitarietà e della sua estensione). Non un uomo solo al comando, bensì una guida illuminata che sappia preservare questa area protetta da opere che ne minacciano l’ecosistema, prevenendo consumo di suolo.

Infine, formuliamo da ultimo un auspicio, che definiremmo persino prepolitico. Vogliamo un Presidente del Parco che abbia prima di ogni altra cosa una dote. In verità, assai rara in questa strana fase della vita pubblica del nostro Paese. Ossia: la capacità di ascolto. Infatti, un capo che si metta in umile ascolto di tutti (amministratori, parti sociali, ambientalisti), senza pregiudizi e senza forzature, a nostro avviso, è già a metà dell’opera. Ben sapendo che poi, dopo l’ascolto e il confronto, verrà il tempo delle decisioni. Ed è laicamente e rigorosamente a quelle che ci riferiremo per giudicare il suo operato e la sua capacità amministrativa.


Firenze, Pisa, Viareggio – 29 marzo 2021