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lunedì 18 febbraio 2019

Giornata Mondiale dell' acqua 2019 - il contratto di lago per il Massaciuccoli

I contributi di Legambiente Versilia



La zona umida di Massaciuccoli si estende per circa 2500 ha nell’area costiera compresa tra la foce del fiume Serchio a sud e quella del Canale Burlamacca a nord (Toscana nord occidentale). Comprende un lago stagno (700 ha) e una vasta area di vegetazione palustre (1350 ha), intersecata da canali e specchi d’acqua le cui acque hanno profondità variabili, da poche decine di cm (nei cosiddetti “chiari”) a oltre 22 m (nelle ex cave di sabbia). Le aree pianeggianti che circondano tale comprensorio si trovano ormai a quote molto al disotto del livello del mare, causa gli effetti della subsidenza dovuta alla bonifica idraulica iniziata circa 90 anni fa.

L’importanza del bacino di Massaciuccoli, zona umida Ramsar dal 2017, è dovuta a una concomitanza di fattori rilevanti sotto il profilo paesaggistico ed ecologico, nonché storico-culturale. Il territorio del bacino ricade nelle province di Lucca (comuni di Massarosa e Viareggio) e Pisa (comune di Vecchiano). Le principali cause degli effetti che nel corso dei decenni hanno modificato l’equilibrio ecologico della zona umida e la qualità delle acque sono da ricercare nei consistenti apporti di sedimenti e nutrienti provenienti dall’agricoltura delle aree soggette a bonifica idraulica, nelle attività di estrazione della sabbia protrattesi fino agli anni ‘90, negli scarichi diffusi di natura urbana e industriale, in un problematico disequilibrio tra ingressione e intrappolamento delle acque salate e apporti di acque dolci.  

A partire dall’autunno 2017, il Circolo versiliese ha partecipato al Percorso attivato dal Comune di Massarosa nell’ambito del progetto RETRalaGs1, per la costruzione di un “Contratto di Lago per il Massaciuccoli”, che ha coinvolto soggetti istituzionali, associazioni, comunità locali, imprese e singoli cittadini. I rappresentanti del Circolo versiliese hanno assiduamente partecipato ai dibattiti e contribuito alla realizzazione dell’Abaco delle azioni con proposte progettuali riguardanti:
  1. Presidio fisso per il controllo dell’ingressione marina: l’incremento dei livelli di salinità dell’intera zona umida è dovuto all’ingressione di acque marine dal canale Burlamacca, unico emissario naturale dell’area, e dal loro intrappolamento sul fondo delle ex cave di sabbia. Per contrastare tale fenomeno furono realizzate in passato barriere costituite da cateratte a bilico (porte vinciane) e recentemente dalla attivazione di una barriera mobile gonfiabile sommersa. La loro gestione è affidata a una cooperativa di servizi, sotto la supervisione della Autorità di Bacino. E’ parere del Circolo che al fine di gestire con la massima efficienza tali barriere occorra ripristinare la casa di guardianaggio per garantire un presidio fisso in grado di fermare i flussi in entrata di acqua marina e regolare quelli in uscita di acqua dolce. L’attività dovrebbe essere svolta sulla base di una procedura gestionale concordata con l’Ente preposto alla gestione delle barriere, prevedere la tenuta di un registro di apertura e chiusura delle barriere e di transito delle imbarcazioni, del rilevamento di eventuali parametri di controllo della salinità, ecc..
  2. Controllo e eradicazione delle specie aliene: ad eccezione del ben noto gambero della Louisiana (Procambarus clarkii), introdotto nell’area nei primi anni ’90, la maggior parte delle altre specie aliene appartengono alla fauna ittica e, paradossalmente, la loro presenza è divenuta in alcuni casi motivo di attrazione per l’attività alieutica, come, ad es., il persico trota (Micropterus salmoides). Le varie specie si sono inserite nella rete trofica della zona umida senza un apparente impatto sul sistema complessivo, come nel recente caso del siluro (Silurus glanis). Nella piena consapevolezza che la lotta alle specie esotiche comporta seri problemi di ordine tecnico, sociale e finanziario, si ritiene indispensabile iniziare dal tentativo di eradicazione delle specie più invasive (es. siluro) e proseguire con un controllo sistematico delle altre specie. Per le azioni principali previste dal progetto è previsto il coinvolgimento della pesca professionale e sportiva, fino a oggi condizionate dalla presenza di tossine algali (micro cistina) che ne impediscono un regolare svolgimento.
  3. Recupero aree soggette a subsidenza/abbattimento nutrienti e trasporto sedimenti: ampie zone della bonifica, per il fenomeno della subsidenza, hanno raggiunto quote anche superiori ai 3 m sotto il livello del mare. Tale inaspettato abbassamento ha raggiunto livelli ormai insostenibili, economicamente e ambientalmente, per l’azione delle idrovore e evidenziando chiaramente la perdita di funzionalità della bonifica. La realizzazione di una vasta zona umida filtro, concepita sulla base di sperimentazioni già effettuate, a copertura delle zone di bonifica che sono ormai al limite di sfruttamento e la riconversione delle pratiche agricole su tipologie che consentano il riallagamento di tali zone, potrebbero contrastare l’ulteriore incremento della subsidenza, dando nel contempo un forte contributo al miglioramento della qualità delle acque del comprensorio lacustre, palustre e anche marino costiero.
  4. Reintroduzione della lontra (Lutra lutra): nel bacino del Massaciuccoli le ultime segnalazioni della specie risalgono alla fine degli anni ’70 (Cenni, 1984). Le cause della sua scomparsa vanno ricercate nella caccia, nella pesca, nelle modificazioni dell’ambiente lacuo-palustre e nell’inquinamento. Sebbene la reintroduzione della lontra non sia considerata un’azione prioritaria per gli aspetti conservativi della specie, la sua presenza consentirebbe una ulteriore valorizzazione della zona umida del Massaciuccoli. Trattandosi di una specie ombrello, la lontra contribuirebbe a ripristinare l’equilibrio delle biocenosi palustri e a mantenere la biodiversità locale, controllando la diffusione delle specie aliene e di quelle in esubero.
  5. Ripristino della funzionalità delle cave residuo dell’attività di escavazione delle sabbie/controllo del fenomeno interrimento lacustre e della salinità diffusa: l’attività di escavazione della sabbia silicea protrattasi per decenni nell’area palustre, ha avuto come principale effetto quello di distruggere ampie superfici di vegetazione palustre, lasciando nelle aree interessate specchi d’acqua a profondità variabili da 10 fino a 25 m. Nella maggior parte di questi invasi sono presenti, sul fondo, acque salate dovute all’ingressione marina. La conseguenza di questo fenomeno, fa sì che le acque negli invasi non circolano secondo modelli tipici dei laghi ma restano confinate sul fondo a causa della maggiore densità. Questo isolamento comporta l’innesco di processi anaerobici, che ostacolano lo sviluppo di forme di vita vegetale e animale. La presenza di acqua salata sul fondo delle cave inoltre ha contribuito nel tempo ad accrescere i livelli di salinità dell’intero comprensorio, per gli scambi ionici che avvengo nell’interfaccia (aloclino) tra lo strato superficiale e quello profondo, e costituisce una minaccia per l’integrità dell’acquifero dolce della duna costiera (Macchia Lucchese). La profondità delle acque, superando valori compatibili con la capacità di immersione dell’avifauna acquatica, non ne favorisce la sosta e il pascolo. In sintesi si rileva una consistente riduzione della funzionalità della zona palustre occupata dalle cave, la cui superficie si aggira complessivamente intorno ai 260 ha. D’altro canto si assiste ormai da anni al fenomeno dell’interrimento dello specchio lacustre incrementato dall’apporto dei sedimenti erosi dalle terre dilavate dalle acque e in esso veicolati per caduta o per sollevamento meccanico, accelerando il lento processo di trasformazione a cui naturalmente andrebbe incontro la zona umida. L’idea progettuale è quella di estrarre una quota di questi sedimenti, per riportare il fondo degli invasi fino a profondità di 2-3 m, congrue per lo sviluppo della vegetazione acquatica, per la fruibilità da parte degli uccelli, per la vita dei pesci e delle altre comunità acquatiche.
Le azioni proposte dal Circolo versiliese sono state integrate con quelle di altri portatori di interessi, tra cui altri circoli locali di associazioni, come Lipu, Amici della Terra, WWF, ecc., che avevano proposte analoghe o affini o comunque non contrastanti, per la realizzazione dell’abaco delle azioni. Sebbene non si possa parlare di vere e proprie vertenze, durante il percorso partecipativo non sempre la posizione del circolo è stata concorde con altre azioni proposte. Una di queste prevedeva di tutelare alcune specie esotiche per fini alieutici. Tale azione sarebbe in stridente contrasto con l’obbiettivo di ripristinare la biodiversità autoctona dell’area e quindi con l’azione proposta dal Circolo, che è mirata al controllo e alla possibile eradicazione di specie aliene.

Una seconda azione prevede di risolvere il problema della siccità che incombe sull’agricoltura e, di conseguenza dell’ecosistema lacustre da cui viene sottratta acqua, attivando una derivazione dal vicino fiume Serchio, il cosiddetto tubo.one.5 che dovrebbe prelevare 1,5 m3/sec, peraltro nel periodo estivo. In questo caso si contravverrebbe al sano principio che impedisce il trasloco di acque da un bacino all’altro, penalizzando quello derivato, che si vedrebbe sottratta acqua senza alcun reintegro, e creando problemi di varia natura al ricevente (es. introduzione di specie aliene, nutrienti, altri inquinanti, ecc.), senza, peraltro. La sicurezza di veri benefici. L’idea nasce da una rivisitazione del progetto “tubone” che fu concepito nel 2004 dall’Autorità di Bacino del Serchio. Dopo oltre dieci anni dalla delibera che adottava tale progetto, ormai in fase esecutiva, il Consiglio regionale toscano approva una mozione (12 aprile 2017, n. 741) con cui solleva perplessità e impegna la Giunta ad effettuare valutazioni “in merito all’attuale valore tecnico-scientifico del progetto a fronte di soluzioni alternative da condividere con tutti i soggetti coinvolti e miranti la salvaguardia del bacino del Lago di Massaciuccoli”. Pur prendendo atto di tale mozione la Giunta, in accordo con Ministero dell’Ambiente e Autorità di Bacino distrettuale, approva un nuovo accordo di programma (del. N. 638 del 11/06/2018) in cui si prevede la realizzazione di una derivazione meno costosa e impattante, ridotta a 1,5 m3/sec. La posizione del circolo è critica anche nei confronti di questa scelta e tende a privilegiare strategie che mirino a risparmio idrico e al recupero, come ad esempio quella di incrementare l’affinamento degli impianti che trattano acque reflue sottratte al bacino del lago per potergliele restituire prive di inquinanti e di nutrienti. Il concetto del “tubone” si basa sul presupposto che in Serchio ci sia sempre acqua disponibile per mitigare gli effetti della siccità che colpissero la zona umida (durante l’inverno il problema è inverso, tanto che sono state realizzate idrovore supplementari per pompare acqua in mare). In uno scenario, non del tutto improbabile, in cui la siccità colpisca alche tale corpo idrico e che nemmeno le riserve rappresentate dalle dighe disseminate sul suo bacino possano provvedere a tale carenza, che ce ne faremo di una infrastruttura costata quasi dieci milioni di euro? Oggi, finalmente, anche la EEA (European Environmental Agency) sta diffondendo istruzioni sulla necessità di riappropriarsi del valore naturale delle pianure (https://www.eea.europa.eu/themes/water/european-waters/why-should-we-care-about-floodplains), basati su concetti di riallagamento anche temporaneo per smorzare gli effetti dei cambiamenti climatici. Tale strategia avrebbe senz’altro un costo minore e più facilmente ammortizzabile rispetto ad un sistema artificiale, rigido e idrodipendente
 
Altro conflitto da evidenziare è quello sorto, unanimemente con il Forum del contratto di lago che si è costituito tra i portatori di interessi alla fine del processo partecipativo, nei confronti della cosiddetta “cabina di regia”, meglio identificabile come Gruppo di Coordinamento del contratto di Lago, rappresentata invece esclusivamente dagli Enti territorialmente competenti (Regione, Comuni, AdB, Consorzio di Bonifica, Università). La strategia adottata da tale Gruppo è stata inizialmente quella di inserire nelle prime azioni prioritarie del Contratto anche progetti che poco hanno a che fare con le finalità del contratto di lago, non presentati nell’ambito del processo partecipativo, abbracciando una visione a breve termine, tutt’altro che strategica. Con un atto elaborato all’interno del Forum, coerente con le procedure del processo partecipativo, sono stati invitati i componenti del Gruppo a cambiare strategia, passando a comportamenti basati su visioni a medio e lungo termine che soprattutto centrassero gli obbiettivi principali scaturiti dal processo partecipativo stesso, tra cui quello di contrastare il fenomeno della subsidenza, che invece non compariva affatto nelle azioni prioritarie. La posizione del Forum, di cui il Circolo fa parte, ha contribuito a far riconsiderare le strategie anche se, almeno allo stato attuale, restano ancora conflitti da superare.
1 Rete TRAnsfrontaliera delle LAGune, dei laghi e degli Stagni, finanziato nell’ambito del P.O. Italia Francia Marittimo 2014-2020.
Per ulteriori informazioni www.retralags.eu

venerdì 26 ottobre 2018

CONCORSO FOTOGRAFICO
"PLASTICHE aMARE"






    Anche quest’anno Legambiente Versilia bandisce un concorso fotografico  a tema naturalistico, la cui premiazione avverrà domenica 2 dicembre.
   Il tema proposto dal concorso è l'inquinamento delle plastiche nell’ambiente.
I rifiuti di plastica, che dai fiumi e dai canali  finiscono nel mare e sulle spiagge costituiscono un’emergenza ambientale ormai nota che sta compromettendo l'ambiente marino e la nostra salute.

   Legambiente Versilia ha scelto quest'anno di dedicare una particolare attenzione a questa tematica per stimolare le persone a fare la differenza, promuovendo comportamenti civili e sostenibili.

   Gli scatti che verranno inviati dovranno rappresentare in qualche modo il tema indicato. Consapevoli del fatto che ogni occhio è diverso e che ogni fotografo osserva il mondo con la propria individualità, con il proprio carattere, accetteremo tutte quelle fotografie che riusciranno a dare una visione del problema legato all’inquinamento da plastiche. Ai partecipanti viene lasciata la libertà di quale interpretazione scegliere ed in che modo tradurre questi concetti in immagine.

Qui sotto trovate il regolamento e a seguire la domanda di iscrizione, che potete anche scaricare da qui regolamento e domanda di iscrizione

---------------------------------------------------- REGOLAMENTO --------------------------------------------------
 
REGOLAMENTO CONCORSO FOTOGRAFICO:
2 dicembre 2018 – Pomeriggio del Cigno - Locali del “Tienti bene”
“Plastiche aMare”
Scatti di reportage/creativi sull’inquinamento da plastica


Art. 1 - ORGANIZZATORI
Il concorso fotografico è organizzato da Legambiente Versilia all’interno del calendario degli eventi ed escursioni 2018. Il concorso terminerà con la premiazione ed un aperitivo (contributo minimo di 5 euro a persona) che si terranno domenica 2 dicembre 2018 dalle ore 17.00 in poi in occasione del "Pomeriggio del Cigno" (tradizionale festa di fine attività annuale di Legambiente Versilia) presso i locali del "Tientibene", via XX Settembre ang. via S. Andrea, 55049, Viareggio- Una selezione di foto verrà esposta durante la serata (vedi Art. 6).
Il concorso, aperitivo escluso, è completamente gratuito.
Art. 2 – TEMA
Il tema proposto dal concorso è la presenza di rifiuti di plastica abbandonati nell’ambiente. I rifiuti, per la maggior parte plastica, che finiscono nel mare e sulle spiagge costituiscono un’emergenza ambientale ormai nota che sta compromettendo l'ambiente marino e lanostra salute. Se non si interverrà in maniera decisa, secondo le più recenti proiezioni scientifiche, nel 2050 in mare ci saranno più rifiuti di plastica che pesci.
Quest’anno Legambiente Versilia ha quindi scelto di dedicare una particolare attenzione a questa tematica per stimolare le persone a fare la differenza, promuovendo comportamenti civili e sostenibili.
Gli scatti che verranno inviati dovranno rappresentare in qualche modo il tema indicato. Consapevoli del fatto che ogni occhio è diverso e che ogni fotografo osserva il mondo con la propria individualità, con il proprio carattere, accetteremo tutte quelle fotografie che riusciranno a dare una visione del problema legato all’inquinamento da plastiche. Ai partecipanti viene lasciata la libertà di quale interpretazione scegliere ed in che modo tradurre questi concetti in immagine.
Art. 3 - MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE
La partecipazione al concorso è gratuita, aperta a fotografi amatoriali e senza limiti d’età. Ogni partecipante potrà inviare un massimo di tre fotografie insieme alla domanda di partecipazione che si trova alla fine di questo documento.
Art. 4 - CARATTERISTICHE TECNICHE DELLE IMMAGINI
Sono ammesse fotografie b/n e a colori, con orientamento verticale o orizzontale.
E’ ammessa la postproduzione ad esclusione di fotomontaggi.
La risoluzione di ciascuna foto deve essere almeno di 250 dpi; è comunque preferibile una risoluzione a 300 dpi.
Il formato delle immagini dovrà essere JPEG (.jpg), e preferibilmente di proporzioni 30x40
Le fotografie dovranno essere nominate nel seguente modo: NOME_COGNOME_TITOLO DELLA FOTO
Le immagini non conformi alle specifiche tecniche non verranno prese in considerazione.
La stampa delle foto sarà curata dal fotografo professionista Paolo Razzoli.

Art. 5 - MODALITÀ E TERMINI DI CONSEGNA DEL MATERIALE
Le foto dovranno essere inviate, con allegata la scheda d’iscrizione entro le ore 23:00 di lunedì 26 NOVEMBRE 2018, con le seguenti modalità:
- online attraverso wetransfer.com (all’indirizzo: centrovisite.villaborbone@gmail.com) (scelta consigliata)
- tramite mail all’indirizzo di posta elettronica: centrovisite.villaborbone@gmail.com
Art. 6 – MODALITÀ DI SELEZIONE, CRITERI E GIURIA
Il concorso si svolgerà in due fasi:
- Prima fase: tra tutte le fotografie pervenute verrà redatta una graduatoria e le prime 15 accederanno alla seconda fase. La giuria sarà composta da membri interni di Legambiente Versilia che valuteranno le opere in base all'originalità, alla forza espressiva del messaggio rappresentato, la coerenza con il tema, l'esecuzione tecnica. Le fotografie selezionate verranno pubblicate sulla pagina fb di Legambiente Versilia e del Centro Visite di Villa Borbone.
- Seconda fase: durante la serata finale le opere verranno esposte e votate sia dalla giuria tecnica che dalla giuria popolare rappresentata dai partecipanti all'evento. Il voto del pubblico varrà 1/3 del voto della giuria tecnica. Se risultassero più foto dello stesso autore tra le prime 3 posizioni ai fini della premiazione verrà mantenuta solo quella che è in posizione più alta.
Durante la serata verrà nominato/a il/la vincitore/rice.
Art. 7 – PREMI
All'autore/autrice dell'opera risultante prima classificata verrà assegnato un premio consistente in una visita guidata in barchino nella Riserva Naturale del Chiarone (Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli) gestita dalla LIPU di Massaciuccoli e una pubblicazione fotografica offerta dal Parco MSRM.
All’autore/autrice della seconda e terza foto classificata andrà in premio una pubblicazione fotografica del Parco MSRM.
L'esito del concorso (le fotografie vincenti) verrà pubblicato sul sito del Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, sul blog di Legambiente Versilia http://legambienteversilia.blogspot.com/ e sulla pagina facebook ufficiale di Legambiente Versilia e del Centro Visite di Villa Borbone.
Nel caso in cui il/la vincitore/trice non fosse presente e non fosse rintracciabile entro i successivi 7 giorni, il premio verrà assegnato al/la secondo/a classificato/a.
Art. 8 - PRIVACY, RESPONSABILITÀ DELL’AUTORE E FACOLTÀ DI ESCLUSIONE
Ogni partecipante è responsabile del materiale da lui presentato al concorso. Pertanto, si impegna ad escludere ogni responsabilità degli organizzatori del suddetto nei confronti di terzi, anche nei confronti di eventuali soggetti raffigurati nelle fotografie. Ogni partecipante dichiara inoltre di essere unico autore delle immagini inviate e che esse sono originali, che non ledono diritti di terzi e che qualora ritraggano soggetti per i quali è necessario il consenso o l’autorizzazione egli l’abbia ottenuto.
Gli organizzatori si riservano, inoltre, di escludere dal concorso e non pubblicare le foto non conformi al regolamento o ritenute offensive, improprie e lesive dei diritti umani e sociali, secondo regole comuni morali, etiche e di decenza.
Art. 9 - DIRITTI D’AUTORE E UTILIZZO DEL MATERIALE IN CONCORSO
I diritti sulle fotografie rimangono di proprietà esclusiva dell’autore che le ha realizzate.
L’autore ne autorizza la pubblicazione relativa al concorso stesso.
L’autore autorizza inoltre l'associazione alla pubblicazione su internet delle immagini senza finalità
di lucro e con citazione del nome dell'autore e, ove possibile, da eventuali note esplicative indicate dallo stesso.
Si informa che i dati personali forniti dai concorrenti saranno utilizzati per le attività relative alle finalità istituzionali o promozionali della associazione di Legambiente Versilia , secondo quanto previsto dal D.Lg. 30 giugno 2003 n. 196.
Art.10 – INFORMAZIONI
Legambiente Versilia
Tel – 389.9231999
Mail – centrovisite.villaborbone@gmail.com

------------------------------------------ DOMANDA DI ISCRIZIONE -----------------------------------------------

DOMANDA DI PARTECIPAZIONE CONCORSO FOTOGRAFICO “PLASTICHE aMARE”


Il/la sottoscritto/a .................................................................................................
Nato/a il...................... ...........
a.............................................................................
Via.................. ......... …………………………………………………………… n° .........
tel...............
e-mail ..........................

CHIEDE Di essere ammesso a partecipare al Contest “PLASTICHE aMARE” ed allo scopo, sotto la propria responsabilità,
DICHIARA
- di aver preso visione, di aver compreso nella sua interezza e di accettare integralmente le clausole espresse
- di impegnarsi ad osservare tutte le condizioni previste dal progetto predetto
- di autorizzare gli organizzatori ad esporre la soluzione proposta e a citare il nome dei concorrenti;
- il partecipante inoltre, esonera espressamente Legambiente Verisilia  da qualsiasi responsabilità in ordine ad ogni evento che possa cagionare un danno alla sua persona od alle sue pertinenze, nell’ambito della manifestazione.
Aderisce con sottoscrizione espressa:

Luogo_____________

Data_______________

FIRMA
____________________________________
 

venerdì 27 aprile 2018

PLASTICHE A MARE!

In attesa del consueto evento Spiagge Pulite di fine maggio, Legambiente Versilia organizza per il fine settimana 4-5-6 maggio prossimi, una tre giorni tutta dedicata al mare, alla conoscenza del suo ambiente e all'inquinamento da plastiche che è diventato una vera minaccia non solo per l'ambiente marino, ma per la nostra stessa salute.



Un week-end dedicato al mare




  • venerdì 4 maggio: Seminario "Un mare di plastiche"




Seminario informativo dal titolo "Un mare di plastiche", a cura della dottoressa Silvia Merlino, ricercatrice dell' ISMAR ( Iistituto di Scienze Marine )

CNR di Lerici, che parlerà sul tema delle plastiche in mare, raccontandocene gli aspetti meno noti e le ripercussioni sull'ambiente.



L'appuntamento è per Venerdì 4 maggio alle 16,30, presso la struttura del Bagno Arizona, sul viale Europa, Marina di Levante di Viareggio.



  • sabato 5 maggio:  Monitoraggio scientifico "beach litter" alla Lecciona


E' il momento clou del weekend, quando si svolgerà il censimento dei rifiuti spiaggiati

Per partecipare al censimento non sono richieste particolari caratteristiche o competenze, poiché l'attività non richiede sforzo fisico e le istruzioni relative al suo svolgimento e alla compilazione delle apposite schede verranno impartite sul posto.
Gli unici prerequisiti necessari sono entusiasmo e voglia di contribuire alla tutela dell'ambiente!


Dove? Si svolgerà presso la spiaggia della Lecciona, all’interno del Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.
Il censimento verrà effettuato applicando un protocollo standardizzato e interesserà un'area di 100mx20m interna alla Spiaggia della Lecciona.
Il tempo necessario per l'intera attività, compresa una breve formazione iniziale, è di 3-4 ore a seconda del numero dei partecipanti.
 

Quando? Il ritrovo per è fissato per sabato 5 maggio, alle 14.30 precise, sul V.le Europa, località Lecciona, all'inizio dell' accesso al mare N 5.


Come iscriversi?

Per iscriversi basta inviare una mail a legambienteversilia@yahoo.it, indicando nell'oggetto della mail: “Iscrizione censimento rifiuti”, oppure telefonare ai numeri 389-9231999, 340-3434316, 347-3690507 ENTRO giovedì 3 maggio.



  • domenica 6 maggio: Escursione "Granchi, conchiglie, straccali"


con il Biologo Filippo Ferrantini esperto di biologia marina (evento a pagamento e su prenotazione)

Sotto la guida di un esperto biologo, faremo la conoscenza di ciò che vive lungo le nostre coste grazie all’analisi dello “stracco” lasciato dal mare.

Ritrovo domenica 6 maggio, ore 9,30 sbarra Viale Europa lato Viareggio


Info e prenotazioni: legambienteversilia@yahoo.it, opp. tel. 389-9231999

mercoledì 25 febbraio 2015

Salviamo le Apuane e le spiagge, salviamo il nostro futuro!

Ritirate il maxiemendamento! 

Il Piano Paesaggistico della Regione Toscana era arrivato ad un punto di compromesso tra gli industriali del marmo, i cittadini, le associazioni ambientaliste e tutti gli attori coinvolti. Ad oggi il PD ha presentato un maxyemendamento che di fatto stravolge completamente il Piano Paesaggistico. Un colpo di spugna che toglie tutte le tutele per il paesaggio dalle Alpi Apuane, devastate dall'escavazione del marmo, fino alle spiagge. Un colpo basso della politica, una prepotenza che ci impone di schierarci per la salvezza di questa importante legge per il governo del territorio e la salvaguardia di una regione unica come la Toscana. Ci appelliamo al Consiglio regionale, alla giunta e al Presidente Rossi che facciano un dietro front e si approvi il piano così come era prima del maxiemendamento, 

Salviamo dalla distruzione le Alpi Apuane!

Clicca qui per accedere alla petizione on-line da firmare e condividere. Grazie

Petizione promossa da Comitati e Associazioni ambientaliste.


domenica 5 giugno 2011

Viareggio si mobilita per i referendum

Ecco il video che racconta la giornata di mobilitazione di ieri pomeriggio, sabato 4 giugno, a Viareggio, organizzata dal Comitato referendario locale per promuovere i referendum, attraverso la musica dei Bandao e i tre flash-mob su legittimo impedimento, acqua e nucleare:



Foto della ciclopedalata che si è svolta sabato mattina.

Grazie a tutti i partecipanti!

mercoledì 1 giugno 2011

Pedaliamo insieme verso i Sì

Sabato 4 giugno a Viareggio grande giornata di mobilitazione a favore dei referendum, organizzata da Rete Viola Viareggio in collaborazione con le altre associazioni e i partiti del Comitato referendario locale.
Sono invitati a partecipare tutti i cittadini.

Il programma:
ore 9.00 Piazza Margherita:
- gazebi informativi;
- "PEDALARE VERSO I SI!". Ciclopedalata per le vie cittadine promossa da Legambiente Versilia e dal Comitato "Acqua Bene Comune": vestiamo a "festa" le nostre biciclette con i colori e i simboli referendari!

ore 16.30 Piazza Margherita
- gazebi informativi
- INSIEME PER I REFERENDUM, con la partecipazione di Officina Teatro Coquelicot , Teatro dei Disincanti, Orchestra di percussioni Bandao .
Ci saranno 3 flash-mob: Sì per l'Acqua Bene Comune, Sì per fermare il nucleare, Sì per abrogare il Legittimo Impedimento (la Legge è uguale per tutti!).

L'evento avrà come filo conduttore la musica creativa dei mitici Bandao, l'azione poetica del Teatro dei Disincanti e la carica evocativa dell'Officina Coquelicot.
Le istruzioni per i flash mob verranno date sul posto.

martedì 24 marzo 2009

Soltanto per ventidue minuti..

Riportiamo questo agghiacciante articolo de "La Repubblica", affinchè certi disastri non si ripetano mai più..

SAN PIERO A SIEVE - Non servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie. Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la "grande opera" esiste una scia di "grandi disastri" che la segnala fedelmente.L'abbiamo percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico. I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane.

Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno. Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d'acqua.

Ma le cifre non sono niente. Per farsi un'idea bisogna sentire il tanfo polveroso della montagna morta. Rifare i sentieri della Linea Gotica, tra i rovi, come in guerra. Solo che stavolta i danni non li hanno fatti i generali ma gli ingegneri, che possono essere peggio. Le ferite delle bombe si rimarginano. Queste restano per sempre. Siete avvertiti: non siamo di fronte a un evento naturale, ma a qualcosa di biblico.

Tace la valle del torrente Carzola. Niente più uccelli. La falda è precipitata di trecento metri e la montagna è sotto choc idrico. Ha piovuto tutto l'inverno, ma le conifere sono morte, le querce moribonde. C'erano salmoni, trote, gamberi: ora più nulla. Un catastrofe come il Vajont, ma alla rovescia.

Polvere, silenzio. Nel canyon si spalanca una finestra di servizio. È sguarnita, potrebbero entrarci uomini e bestie. Cento metri sotto, il tunnel che ha inghiottito tutto. I tecnici ricordano quando avvenne. Esplose un getto da 400 litri al secondo a tredici atmosfere. Da allora, anche se in superficie la valle scende a Nord, le falde scaricano a Sud, verso Firenze. E del Mugello a secco chi se ne frega.

Paolo Chiarini, 30 anni, ingegnere ambientale, è cresciuto sui fiumi e, quando il Carza sparì di colpo un giorno di febbraio di 11 anni fa, fu il primo ad accorgersene. Corse in Comune ad avvertire, ma gli risposero giulivi: "Per forza, non è nevicato". Capì subito che l'unica acqua che interessava agli italiani era quella del rubinetto, e fece l'unica scelta possibile: combattere da solo.
Da allora Paolo ha battuto ogni rigagnolo e raccolto dati. Oggi ci fa da guida su questa strada partigiana. A Campomigliaio c'era la piscina naturale dei fiorentini. Poi è arrivata la talpa maledetta che ha "impattato" la falda e oggi sul greto resta solo un ridicolo cartello "Divieto pesca" e, a monte, uno scolo fognario a secco.

Il Carlone era il paradiso dei pescatori. Oggi è ingombro di bungalow dai vetri rotti, rottami, tubi, cisterne, caterpillar arrugginiti. Su un muro, la scritta "Ciao, è stato bello". Sotto, un torrente in agonia. Ma a monte è peggio. Una strada bianca in mezzo a una foresta sbiadita, fiancheggiata dai tubi che fino a ieri hanno pompato acqua per tenere in vita il torrente. Una finzione.
Sopra, una montagna di rocce intrise di asfalto collante, oli e bitumi. Quando piove, la morchia scola sulla vasca di captazione del comune di Vaglia, che raccoglie la poca acqua. Purissima, era, da imbottigliare senza filtro. Tutto quel materiale poteva essere reimpiegato nel tunnel, come in Svizzera nella galleria del Gottardo. Qui invece s'è portato tutto in superficie. E nel buco hanno portato ghiaia fresca, aprendo decine di cave inutili sul monte. Ecco perché la Tav è costata il quintuplo del previsto.

A San Piero a Sieve la ferrovia veloce esce a palla di fucile e s'infila sotto l'autodromo del Mugello. Siamo nel cuore della conca, l'Appennino perde asprezza, l'orrore diventa bucolico. Tra le fattorie il torrente Bagnone è scomparso. Poco in là, anche il Bosso. Nove anni fa le sorgenti saltarono tutte assieme, ricorda l'avvocato Marco Rossi che segue le cause civili. "Quando sparì il torrente la gente pensò che sarebbe tornato. Invece non tornò. Finita. Arrivarono le autobotti. Poi il disseccamento salì fino a Farfereto e Striano".

A Sergio Pietracito hanno fatto di tutto. Gli hanno tolto l'acqua per gli animali, fatto franare il bosco, aperto crepe in casa, semidistrutto i frutteti con le polveri, terremotato il sonno con esplosioni, ventole al massimo, bip di cicalini, fischio di allarmi, rombo di tir in retromarcia. Poi, a cantiere chiuso, gli hanno ripristinato i terreni con zolle miste a cemento, plastica e ferri arrugginiti.
Pietracito ha speso 30 mila euro in avvocati, senza aiuto degli enti locali. L'italiano è solo davanti al potente. Lui non molla, ma molti altri sono stanchi. Sanno che, più dei danni, sono i processi a mangiarti la vita. Finisce che sei tu a dover pagare. La politica cala le brache: è già tanto se i sindaci sono riusciti a farsi dare il tracciato della galleria.

Risaliamo verso il Giogo della Scarperia. Ormai è un "trek" nella devastazione. Conifere moribonde, castagni in sofferenza. Fra un mese gli animali scapperanno anche da qui. A Lugo hanno visto "i caprioli scendere a valle per bere dai sottovasi dei giardini". Non era mai successo prima del 2006, quando la Tav ha smesso di pompare acqua "finta" in quota.

Dopo il crinale, il versante del Santerno ci sbatte davanti l'ultimo sacrilegio. Sul lato della Sieve avevamo censito pozzi defunti col nome di santi e beati. Qui, nell'abbazia di Moscheta, succede di peggio. Hanno rubato l'acqua santa. La pieve, per riempire il suo secolare abbeveratoio rimasto a secco, deve farsi sparare acqua da Fiorenzuola. Sempre per quei maledetti ventidue minuti.

Oltre si spalanca un abisso dantesco, il canyon chiamato Inferno. Era il top del Mugello, segnato su tutte le guide. Trote, gamberi, muschi. Sopra, il sentiero dove un tempo Dino Campana andava a Firenze incontrando bande di musicanti e pescatori di fiume. Oggi si cammina a secco tra massi enormi e smerigliati, segno della sacra potenza uccisa dall'uomo.
Chi pagherà tutto questo? Quale nazione chiederà il conto?Il fiume infernale si butta nel Santerno, dove s'apre il cratere della colossale stazione intermedia della Tav. Intorno, la devastazione. Novanta cave. Novanta cicatrici. Ed è solo il preludio dell'ultima è più spaventosa ferita. La più lontana, la meno visibile. La condanna, esecuzione e morte del torrente Diaterna, con la doppia sorgente biforcuta sotto il Sasso di San Zanobi.
Ora si procede solo a piedi, tra ghiaie terribili, guadi algerini, qui nell'Italia di mezzo a fine inverno. Tre anni fa Chiarini vide e fotografò vasche piene di pesci putrefatti. Da allora è morte biologica. Querce cadute, polvere, vento, lucertole. Sotto, la galleria spara la sua traiettoria in un fondale umido carico di bitumi. Qui sopra, il biancore abbacinante di un greto. La frazione di Castelvecchio - sopra l'ultima finestra della Tav in terra toscana - ha perso il suo acquedotto nel '98.

Ora vorrebbero costruire un invaso per compensare lo scippo.
Ma per metterci quale acqua? Con quale canalizzazione? Cementificando gli impluvi? Ricoprendoli di resine? Coprendo lo scempio con uno scempio ulteriore? La parola catastrofe non basta.Il viaggio è finito. "Cosa ci riserva il futuro Dio solo sa" brontola Piera Ballabio, della Comunità montana del Mugello. "Con la nuova legge sulle grandi opere, i Comuni avranno ancora meno voce in capitolo. Siamo vicini a una militarizzazione del territorio. Alla faccia del federalismo".
22 marzo 2009, Paolo Rumiz
Soltanto per ventidue minuti di viaggio in meno..
"..le cento novità moderne; in esse c'è sempre una parte d'illusione, e non sempre un progresso effettivo. Per esse il diavolo continua ad esigere l'interesse composto per la sua precedente partecipazione e per numerosi interessi successivi. Le nostre invenzioni tendono a essere graziosi giocattoli che distraggono la nostra attenzione dalle cose serie. Sono mezzi progrediti diretti a un fine non ancora progredito - fine troppo facile da conseguirsi; come le ferrovie che portano da Boston a New York. Abbiamo tanta fretta di costruire un telegrafo magnetico dal Maine al Texas; ma può darsi che il Maine e il Texas non abbiano nulla di importante da dirsi. Può darsi che si trovino nelle condizioni di quel tale che desiderava ardentemente di essere presentato a una distinta signora sorda; quando le fu presentato e gli fu messo il corno acustico fra le mani, non trovò nulla da dire. Come se la cosa importante fosse parlare in fretta - e non parlare assennatamente."
[Henry D. Thoreau - "Walden, ovvero vita nei boschi"]