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sabato 4 settembre 2010

Walking Festival: camminare nei profumi

Tenuta Borbone: escursione guidata da Viareggio a Torre del Lago, camminando nella Riserva Naturale della Lecciona, all'interno del Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli.
Domenica 5 settembre 2010.

Una breve passerella apre il sentiero con cui raggiungiamo le dune, estese sino a Torre del Lago e oltre, ricoperte dai colori delle fioriture autunnali. Circondati da un panorama a 360° (verso l’interno, le praterie di elicriso, la macchia, i boschi e le Alpi Apuane; sul mare, se la giornata è limpida, sono visibili la Gorgona e la costa ligure) camminiamo verso sud in un percorso sterrato nella macchia mediterranea lungo il quale si possono scorgere suggestivi laghetti, oggetto di un recente progetto di recupero e valorizzazione finanziato dall’Unione Europea. Il bosco è in questa zona intervallato da “lame”, depressioni con allagamenti stagionali tipicamente abitate da piante igrofile di rara bellezza. La visita si conclude nei pressi del leccio più antico del Parco, accanto alla Villa Borbone, edificio ottocentesco un tempo casino di caccia.

Livello di difficoltà: medio-facile
Abbigliamento consigliato: trekking
Durata: ore 05:30 circa 12 km
Pranzo al sacco portato da casa
Ritrovo: ore 10:30 presso la sbarra del Parco in fondo a viale Europa a Viareggio, zona darsena. Raggiungibile in auto o coi mezzi pubblici dal centro cittadino.
Prezzo: € 6,00 adulti - € 15,00 famiglie con bambini

Per partecipare è obbligatoria la prenotazione.

lunedì 23 agosto 2010

La Lecciona è parco naturale e tale deve rimanere. Servono altre spiagge libere

Molta gente si lamenta delle pessime condizioni in cui versa la Lecciona. Ma spesso molti tendono a considerare rifiuti anche il materiale naturale spiaggiato (ramaglie e tronchi), che rifiuto non è e svolge un’importante funzione per la conservazione del fragile ecosistema dunale. In estate avanzata purtroppo la quantità di rifiuti abbandonata dai bagnanti sovrasta di gran lunga legni e tronchi, che in gran parte vengono anche utilizzati per creare ripari dal sole cocente.

La diatriba tra Parco e Comune su chi deve provvedere alla pulizia è ormai vecchia di decenni e negli scorsi anni l’amministrazione comunale, sulla quale questo compito ricade, aveva provveduto ad affidare il servizio ad una cooperativa seguendo le direttive del Parco, con risultati tutto sommato buoni anche dal punto di vista ambientale, in quanto la rimozione dei rifiuti veniva fatta in modo manuale.

La presenza di orrendi sacchi neri in corrispondenza dei pali di delimitazione della Riserva Naturale, che l'Ente Parco, cui compete la sorveglianza, non ha fatto rimuovere, lasciano pensare ai più che stiano lì a sostituire dei cestini, che sarebbero più consoni allo scopo, e trasformano le zone attorno ai pali in mini discariche ripugnanti.

Qualcuno dovrebbe forse ricordare che nella Riserva della Lecciona la priorità è quella della conservazione della biodiversità ed è per la rilevanza ambientale di questo luogo che la Comunità Europea ha finanziato interventi a difesa dell’ecosistema dunale e, per non vanificarne gli effetti, ha stabilito linee guida per la pulizia della spiaggia, che ad esempio non consentono di posizionare cestini per la raccolta dei rifiuti ed obbligano ad una pulizia che non si avvalga di mezzi meccanici.

In questo quadro è evidente che la frequentazione della spiaggia per la balneazione deve avvenire secondo modalità ben precise, adottando comportamenti più attenti e consapevoli, proprio perché si tratta di una situazione molto particolare, che va tutelata: molti frequentatori lo sanno ed apprezzano questo luogo proprio per le sue caratteristiche di naturalità e per lo splendido paesaggio che possono godere ormai soltanto qui, essendo stati tutti gli altri arenili della Versilia trasformati in luoghi artificiali, con dune spianate e senza traccia di vita, ad eccezione di quella umana.

Si dovrebbe dunque fare opera di informazione capillare sui bagnanti, che spesso ignorano anche di essere dentro un parco naturale, in modo da renderli consapevoli di essere ammessi a godere di una bellezza che non è per niente scontata e che questo privilegio val bene qualche sacrificio, quale quello di non avere dei cestini a disposizione.

Una delle ragioni di tanta trascuratezza e di comportamenti così dannosi è sicuramente da ascrivere al fatto che molte di quelle persone che vengono alla Lecciona lo fanno esclusivamente perché questo è l’unico tratto di spiaggia in cui non si è costretti a pagare per farsi un bagno e quindi vorrebbero trovare lì tutti quei servizi che si addicono ad una spiaggia libera più adeguata alle loro esigenze: servizi igienici, una doccia, dei cestini, magari qualche baracchino per la rivendita di bibite e panini, la possibilità di affittare un ombrellone ecc.

Riteniamo che questa sia un’aspirazione più che legittima, ma questo non è il luogo adatto, pena la sua completa perdita come bene ambientale.

Il problema è che nel corso degli anni sono via via scomparse le spiagge libere, dove queste varie esigenze potevano venire soddisfatte; anche quei pochi tratti che sopravvivevano tra gli stabilimenti balneari sono state invece date in gestione per farne spiagge attrezzate, ovviamente a pagamento, estromettendo tutti quelli che non avevano abbastanza soldi per pagarsi l’ingresso ed indirizzandoli nelle zone più marginali, peggio raggiungibili e meno appetibili dal punto di vista esclusivamente balneare.

Ci chiediamo: “non è forse un diritto di ogni persona quello di poter fruire di sole e mare senza dover pagare per questo?”

Per questo motivo rivolgiamo all’Amministrazione Comunale la richiesta di adoperarsi per ripristinare i tratti di spiaggia libera più vicini al centro abitato a partire dalla prossima stagione balneare, per venire incontro alle esigenze di tutti i cittadini e turisti, indipendentemente dalle loro condizioni economiche.

Letizia Debetto
(Presidente Legambiente Versilia)

venerdì 13 agosto 2010

Acque di balneazione: incontro con biologo Arpat

Dopo la sogliola al mercurio rilevata da Greenpeace e la poca trasparenza delle nostre acque di balneazione, il Gruppo Acquisto Solidale Versilia, in collaborazione con Legambiente Versilia, organizza per lunedì 16 agosto un dibattito pubblico con il biologo dell'ARPAT di Lucca, dott. Gilberto Baldaccini.

Sarà un incontro aperto a tutti, un'occasione utile per acquisire informazioni, rispondere a qualche dubbio e magari capire cosa è possibile fare, sia individualmente che collettivamente, per migliorare e proteggere la qualità delle acque costiere.

L'incontro si svolgerà lunedi 16 agosto alle ore 21.15 presso il cantiere sociale versiliese nella scuola ex-Inapli in via Belluomini al Varignano, a Viareggio.

Gruppo Acquisto Solidale Versilia
Legambiente Versilia

giovedì 8 luglio 2010

Asse di penetrazione: un disastro ambientale

Comunicato stampa

Ci sorprendono profondamente le voci secondo cui la Regione Toscana valuterebbe positivamente l'ipotesi di cambiare i confini del Parco per far passare l'asse di penetrazione a Sud dello Stadio.
Sarebbe un grave arretramento nella politica della Regione Toscana, che, da decenni, ha posizioni di avanguardia in tema di politica dei parchi e di difesa della Rete Europea della biodiversità e che anche la nuova Giunta Regionale ha di recente ribadito di voler potenziare.

L'asse a Sud dello stadio costituirebbe un disastro ambientale annunciato, visto che il Comune di Viareggio qualche anno fa, come prevede la legge, aveva commissionato una valutazione dell'impatto ambientale, che avrebbero le varie ipotesi di tracciato finale. E il percorso a Sud dello stadio è risultato quello a maggiore e devastante impatto sull'ambiente, con gravi danni anche alla falda acquifera.

Non si vede con quale logica si dovrebbero fare le valutazioni di impatto ambientale per poi scegliere la soluzione risultata più dannosa. Non è certo cambiando i confini del Parco che si eliminerebbero gli effetti dannosi sull'ecosistema.

Contro tale ipotesi ci muoveremo in tutte le sedi, anche internazionali, tanto più che l'area coinvolta è oggetto di pericolose pressioni urbanistiche ed è stata in anni recenti sottoposta ad una notevole espansione portuale, che già ha reso problematico il rapporto tra infrastrutture, ambiente e turismo, e che richiederebbe semmai, già di per sé, opere di mitigazione, e non certo ulteriori interventi devastanti sul paesaggio e sull'ambiente.

Legambiente Versilia

venerdì 18 giugno 2010

Il Parco sotto attacco...del Parco!

Ebbene sì, a Viareggio, gli attacchi al Parco non vengono solo dai cittadini (passaggio delle auto in Via dei Comparini in mezzo alla Macchia Lucchese di domenica scorsa) o dai gestori dei locali sulle Marine (richiesta musica a tutto volume fino alle 4 di notte, perché fino alle 2 non gli basta), ma anche dal Parco stesso.

Si doveva arrivare al 15 giugno per assistere allo scempio della spiaggia più bella e meglio conservata del Parco!

In barba alle tanto sbandierate linee guida post-Life per la pulizia della spiaggia, in cui si vieta l'uso di mezzi meccanici e rastrellamento nelle Riserve naturali, e agli interventi di volontariato (numerosi) attuati da gennaio scorso per rimuovere i rifiuti spiaggiati, nei giorni scorsi è stata autorizzata dal Parco una pulizia straordinaria, con l'intervento di ben 5 ruspe, nella Riserva della Lecciona.

Secondo la prescrizione, è stato "arato" tutto l'arenile per una profondità di 20 metri a partire dalla zona afitoica ed è stato accumulato il legname spiaggiato a ridosso della duna, lasciando "in via sperimentale" dei tratti di 30 metri (ancora da vedere!) ogni 100 metri.

L'aspetto non è più quello di una spiaggia ma di un cantiere! E' stata fatta piazza pulita di tutte le piante (ed animali annessi) che nel frattempo erano cresciute grazie e tra le ramaglie, dando origine a degli abbozzi di duna in formazione, che avrebbe consentito l'evolversi dell'ecosistema dunale. Il tutto semplicemente perché c'era stata una richiesta da parte del comune di Viareggio e "finalmente" si sono trovati i soldi.
Oltretutto, grazie al fatto che c'erano stati diversi interventi di pulizia da parte di vari gruppi di volontari, avevamo potuto constatare, durante la manifestazione "Spiagge Pulite" da noi organizzata il 30 maggio, che rifiuti residui ne erano rimasti veramente pochi, restavano solo tronchi e ramaglie. Quindi era anche venuta meno la necessità di un intervento a cui non si poteva derogare.
E' evidente che non è stato fatto neanche un sopralluogo per accertarsi della situazione! Inoltre una prescrizione di 20 metri su tutta la spiaggia, senza tener conto che in alcune zone più erose ciò ha significato arrivare fino al piede della duna, è veramente una cosa inqualificabile.

Ora, con che faccia dovremmo andare ad invitare i volontari a future iniziative, spiegando loro ed alle scuole che hanno partecipato al progetto di educazione ambientale l'importanza di intervenire manualmente per non rimuovere piante e semi, proteggere le dune dall'erosione, non alterare l'equilibrio ambientale e consentire la nidificazione a specie rare e protette come il fratino?

Invito tutti quanti a bersagliare di telefonate ed e-mail i responsabili di questa "bella" politica di salvaguardia ambientale!

Letizia Debetto
(Presidente Legambiente Versilia)

martedì 15 giugno 2010

Traffico veicolare sulla Vietta dei Comparini

Al Sindaco del Comune di Viareggio
Al Presidente dell’Ente Parco MSRM
Al Direttore dell’Ente Parco MSRM
E p.c. agli organi di stampa

In relazione all’episodio verificatosi nel pomeriggio di domenica 13 giugno, quando a seguito di deflusso contemporaneo di tutti i turisti presenti sulla Marina di Levante, una parte dei veicoli a motore è transitata dalla Vietta dei Comparini, nel tratto chiuso al traffico che attraversa il bosco, si chiede di sapere se, come riportato dalla stampa locale, non ci sia stata nessuna autorizzazione in merito da parte degli enti da Voi presieduti e se si sia trattato invece di una forzatura da parte di alcuni automobilisti, i quali in tal caso ci auguriamo siano stati opportunamente sanzionati.

Abbiamo avuto occasione più volte, in passato, di segnalarVi il rischio di una tale evenienza a causa di uno scarso controllo e di un’altrettanto carente cura nella verifica della effettiva chiusura dei varchi di accesso alla Macchia Lucchese o Pineta di Levante che dir si voglia, sovente aperti e quindi facilmente violabili, per cui ci chiediamo se non sia da ravvisare in tale evento anche un’omissione di atti d’ufficio da parte degli organi preposti.

Non ci dilungheremo sui motivi di salvaguardia ambientale e tutela della biodiversità (trattasi di Sito di Importanza Comunitaria) per cui deve essere prestata la massima attenzione al rispetto di tali divieti d’accesso ai mezzi motorizzati (esclusi quelli di soccorso ed antincendio), al fine di evitare lo scempio di un luogo di così alto valore naturalistico e favorirne invece una fruizione corretta.

Cogliamo l’occasione per rinnovare l’invito a prendere in considerazione l’ipotesi di accesso limitato e numero chiuso per i veicoli sulle Marine di Levante e Torre del Lago, così come avviene in altri Parchi Naturali, quali quello della Maremma, in cui la tutela degli aspetti paesaggistici ed ambientali è prioritaria e garantita da un accesso controllato di bagnanti e visitatori, secondo modalità che tengano conto delle capacità di carico del territorio, in dipendenza dei limiti fisici e della fragilità dello stesso.

Quanto verificatosi domenica scorsa ha messo bene in evidenza il limite oggettivo per le auto sulle due marine ed il punto di frattura nella coesistenza fra un simile modello di fruizione turistico-balneare e la salvaguardia ambientale.
La realizzazione di parcheggi scambiatori in prossimità degli accessi alla città, serviti da adeguati mezzi di trasporto (bus navetta, bici a nolo), consentirebbe invece ai turisti di godere di una vacanza più salubre e meno stressante, ai viareggini di non dover subire un simile assedio e al nostro ambiente di non essere violentato durante i fine settimana e nel periodo estivo: quando avremo distrutto i nostri boschi e i nostri parchi, che rendono unica la Versilia, cos’altro potremo offrire di così speciale ai nostri visitatori?
In attesa di cortese riscontro alla presente, porgiamo distinti saluti.

Letizia Debetto
(Presidente Legambiente Versilia)

mercoledì 9 giugno 2010

Educazione ambientale: la festa con gli studenti

educazione ambientaleSabato scorso a Villa Borbone si è svolta la manifestazione finale del progetto di educazione ambientale che il circolo Legambiente Versilia, attraverso un finanziamento dall'Ente Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli, ha realizzato per le scuole del Comune di Viareggio durante l'anno scolastico 2009-2010.

Il progetto ha visto la partecipazione di 18 classi in totale, dalle elementari alle superiori, e si è svolto per metà in aula e per metà nella Macchia Lucchese. Agli studenti sono stati infatti illustrati i vari aspetti del Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli attraverso lezioni in classe, ma anche attraverso visite guidate e attività pratiche, come la piantumazione di essenze, la costruzione di fascinate a protezione delle dune e la collocazione di cartelli fatti a mano con spiegazioni dell’ambiente ed inviti al rispetto della natura.

educazione ambientaleAll’evento finale che si è svolta a Villa Borbone nei locali della Limonaia, sono intervenuti molti studenti con i loro insegnanti e alcuni genitori, che hanno presentato e mostrato gli elaborati prodotti, fra cui foto, disegni e relazioni sulle varie esperienze e sulle caratteristiche naturali della Macchia Lucchese.

Al termine tutti i ragazzi sono stati premiati con doni dell’Ente Parco e una merenda gentilmente offerta dalla Coop.

educazione ambientaleDall’entusiasmo e dalla partecipazione del pubblico di grandi e piccini possiamo senz’altro ritenere che la Macchia Lucchese è stata una piacevole scoperta, ricca di interesse e di nascoste bellezze, sia all’interno del bosco che sulla spiaggia. Per questo gli studenti, gli insegnanti e gli operatori di Legambiente si sono salutati con una promessa: far conoscere e diffondere il più possibile questo tesoro nascosto, superando quella limitata visione che spesso lo riduce ad una semplice “pineta”, che fa solo da contorno alla balneazione e che per il resto dell’anno rimane un luogo isolato e poco ospitale.

A tal fine, si ricorda l’imminente necessità per la città di Viareggio di avere un centro visite, che potrebbe essere Villa Borbone o qualsiasi altra struttura esistente, capace di accogliere e guidare studenti, cittadini e turisti alla scoperta del nostro bellissimo territorio.

Dott. Ugo Macchia

martedì 1 giugno 2010

Cosa c'è sotto le nuvole?

"E' civiltà ridurre i monti in farina?
E' progresso?"

video documentario di Alberto Grossi sulle Alpi Apuane